Schlein lancia D’Amico, “siamo al fianco di chi lavora”

di Alessio Ludovici | 01 Dicembre 2023 @ 06:00 | ATTUALITA'
schlein damico 2
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – “Sono venuta qui a ringraziarvi perché quello che state facendo è di grande ispirazione”. Pienone per Elly Schlein ieri all’Aquila. La segretaria del Pd era in città per lanciare la corsa di Luciano D’Amico alla presidenza della regione. L’ex rettore di Teramo è sostenuto da un’ampia coalizione che, oltre al Pd, va da Sinistra Italiana, il M5S, e poi Azione, Italia Viva, gruppi civici come Demos e Polis, i Verdi.

Ad aprire la serata, all’Auditorium del Parco, l’intervento del coordinatore comunale del Pd Nello Avellani. “Non potevamo scegliere persona migliore per rappresentare l’Abruzzo, una persona per bene ma non solo, è una persona dalle competenze altissime è che conosce l’Abruzzo “.
Ad ascoltare la segretaria tanti cittadini e la classe dirigente del partito locale e regionale. Da Michele Fina a Luciano D’Alfonso, il sindaco di teramo Gianguido D’Alberto, il segretario regionale Daniele Marinelli, Giovanni Legnini, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, l’ex sindaco Massimo Cialente con Giovanni Lolli.
Luciano D’Amico nel suo intervento si è soffermato sulla situazione della regione, in particolare sulle difficoltà dell’economia e sulla situazione di industria e artigianato, agricoltura e turismo.
“Una regione in ginocchio che vogliamo far rialzare. C’è una buona notizia, il nostro Patto per l’Abruzzo che ci pone nelle condizioni odi poter vincere e prenderci cura degli abruzzesi”.

A bambini, studenti delle scuole e delle università sono dedicati i primi pensieri di D’Amico. E poi la sanità, con il crollo delle prestazioni sanitarie: “non riusciremo a fermare l’emorragia della sanità continuando a togliere risorse. Le scelte della giunta Marsilio vanno nella direzione opposta”.
Ancora, le infrastrutture. “Autostrade ferme a 60 anni fa che vanno adeguate, porti, la Roma Pescara. Se vogliamo essere una regione industriale non possiamo pensare di esportare i nostri beni su infrastrutture non adeguate”. Sull’Aquila il pensiero sulle aree interne e il rischio spopolamento e una ricostruzione da completare anche in termini sociali ed economici. “La nostra è una coalizione ampia e la sua pluralità è un punto di forza”.

Elly Schlein quindi. “Quello che avete fatto – ha attaccato la segretaria – ci permette di giocare d’anticipo. Sarà una campagna elettorale lunga e difficile ma c’è il tempo per convincere le persone. Il primo avversario è la sfiducia, dobbiamo convincere chi non va più a votare”.
“Le priorità che avete tracciato sono anche le nostre, a partire dalla difesa della sanità pubbliche e la privatizzazione strisciante del governo Meloni”.
Salute e welfare, di prossimità e territoriali li immagina la Schlein, costruiti con l’aiuto del terzo settore. “Abbiamo chiesto assunzioni sulla sanità in manovra, di sbloccare il tetto alle assunzioni, di mettere 600 milioni sulla non autosufficienza”.
“La società più sicura è quella che include. C’è un tabù anche sulla salute mentale su cui servono nuove risorse”.
“Se vogliamo contrastare lo spopolamento – il passaggio sulla aree interne – servono servizi, scolastici e sanitari, culturali, e traporti pubblici gratuiti per gli studenti”. Le risorse? “Dagli investimenti sbagliati del centro destra, come il ponte sullo stretto di Messina”.

C’è spazio anche per il cambiamento climatico. “Dobbiamo anche cogliere l’opportunità di investire in prevenzione. Quello vuol dire dare lavoro di qualità e tenere insieme transizione ecologica e lavoro”.
Anche dalla Schlein, infine, l’appello per il diritto allo studio a cominciare dalla vicenda degli idonei non beneficiari. Quindi il focus sulle scuole aquilane e sul dimensionamento scolastico. “Dobbiamo batterci, non lo sta facendo Marsilio. Il governo Meloni sta tagliando i nidi dal Pnrr”.
Ultimi passaggi sui diritti civili e sul lavoro, sul taglio delle pensioni e i contratti pirati che aumentano la precarietà del lavoro. La proposta è quella di una “pensione di garanzia” per quelle generazioni che hanno avuto contributi intermittenti negli ultimi venti anni e di cui nessun governo si è mai occupato. “Siamo al fianco di chi lavora, il paese va ricucito e contrastiamo l’autonomia differenziata di Calderoli e al premierato”.
La chiusura, infine, sulla sicurezza e la violenza di genere: “la repressione non basta, serve prevenzione”.


Print Friendly and PDF

TAGS