Schillaci, il punto sul San Salvatore. E sui medici di base: “Sono fondamentali”

di Alessio Ludovici | 28 Febbraio 2024 @ 05:00 | SANITA'
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L’AQUILA – Intensa giornata nel capoluogo per il Ministro della Salute, Orazio Schillaci. Atteso in città per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Univaq, di cui è stato ricercatore per due anni, Schillaci ha approfittato per una visita al San Salvatore dell’Aquila e per un incontro con i sindacati. Da questi al ministro sono stati consegnati due documenti, il primo descrittivo della situazione dei Nuclei di Cure Primarie e il secondo afferente alla situazione dell’emergenza-urgenza e della continuità assistenziale nei Comuni del Parco Nazionale diAbruzzo, Lazio e Molise.

La visita al San Salvatore

Al San Salvatore, ad accogliere il ministro accompagnato dal senatore Guido Liris, c’era la governance della Asl, Ferdinando Romano in testa. Presenti anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio e l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì.

“Grazie al ministro per la sua presenza qui che dimostra l’attenzione alla nostra regione” ha esordito Romano nel breve incontro con i medici nella sala Del Brollo dell’ospedale. Romano ha illustrato al ministro le novità dell’azione della Asl concentratosi in particolare su tre aspetti. Quello del personale in primis. “Tante le assunzioni fatte” ha spiegato il manager, “613 a tempo indeterminato, 463 stabilizzazioni, 493 determinati e 92 comandi. Da 3600 dipendenti del 2020 siamo passati ai 4160 del 2023. Per quanto riguardai primari sono 43 gli avvisi, 27 gia espletati e 16 che si chiuderanno entro marzo”. L’auspicio di Romano è che il ministro riesca nell’operazione di favorire il superamento del tetto di spesa per le assunzioni, che ha “drammaticamente condizionato” la sanità nel corso degli anni.

Capitolo investimenti. Dal Pnrr al Pnc alla nuova rete ospedaliera. La ciliegina sulla torta, ha spiegato Romano, è il nuovo ospedale di Avezzano, “il miracolo della Marsica”. Ma L’Aquila, e qui Romano rintuzza le polemiche politiche, conta un’ospedale di “grandissima qualità” e investimenti per oltre 50milioni di euro. Investimenti anche a Sulmona, 8,5 milioni più 7 milioni da un prestito Inail. Infine le innovazioni nei Ps, in quello di Avezzano con la nuova holding area, e in quello dell’Aquila dove un nuovo open space da 150mq e 12 posti letto dovrebbe scrivere la parola fine sullo scempio dei pazienti parcheggiati nei corridoi.

“Tutto il perimetro degli ospedali sì rinnova”, anche sul fronte tecnologie. Sette i milioni investiti per il parco macchine, con la nuova pet tc, “che non doveva venire all’Aquila, ed è arrivata grazie alla negoziazione della regione e la disponibilità del ministro”, la terza risonanza al San Salvatore per ridurre le liste d’attesa, e le nuove risonanza ad Avezzano e Sulmona, dove non c’era. Ancora, Romano cita i risultati sul fronte della robotizzazione. Il San Salvatore conterà su un secondo robot Da Vinci e tra un mese arriverà anche il robot ortopedico per fare di quello aquilano uno dei principali poli robotici della sanità centro meridionale.

“Tutto questo”, ha specificato Romano, “non sarebbe stato possibile senza l’ffiancamento culturale e funzionale della regione”. Non mancano le note critiche e le richieste al Governo. A cominciare dalla sanità territoriale. Va superato, l’auspicio condiviso dal Ministro, il modello dei Dm 70 e 77, in particolare sulla sanità territoriale ad oggi calata nella realtà sulla base del numero di abitanti. Roma, l’esempio di Romano, ha un territorio come quello della provincia dell’Aquila, ma con un centinaio di case di comunità contro le 11 dell’Aquila. Una mano è arrivata alla Regione che ci ha messo del suo e si arriverà a 26 case di comunità.

Prima della chiusura di Schillaci, gli interventi di Liris, che si è detto soddisfatto di avere Schillaci al San Salvatore e del modello di sanità su cui sta lavorando il governo, e dell’assessore Verì che si è concentrata sui processi di digitalizzazione in corso. Da Marsilio, sempre in tema di sanità territoriale, è arrivata qualche frecciata al ministro Speranza, in particolare sulle vicende del punto nascite di Sulmona e sul Dea di II livello. “La nuova Rete ospedaliera abruzzese – il suggerimento del Presidente al Ministro – può diventare un modello per modificare il dm Lorenzin in tutte le regioni con bassa intensità demografica e che non possono essere trattati come grandi agglomerati urbani. A penalizzare l’Abruzzo non è l’autonomia differenziata ma il centralismo che ha trattato tutti allo stesso modo”.

Parola al ministro Schillaci quindi che ha ricordato i suoi trascorsi aquilani. “Con il presidente Marsilio abbiamo trovato una grande condivisione sulle peculiarità abruzzesi e sulla necessità di superare le criticità dei Dm 70 e 77”. “Oggi la nostra attenzione è rivolta essenzialmente a cittadini e operatori. Con Agenas stiamo lavorando sul tetto di spesa ed entro l’anno cerchcermo di superarlo, nessuno ci ha mai provato veramente ed è il vero problema della sanità. Ci accusano di voler privatizzare ma non abbiamo mai fatto nulla in tal senso. Dall’altro lato ci sono operatori e medici che meritano attenzione, è stato approvato un emendamento al mille proroghe per proseguire con lo scudo penale per i medici”. Poi la questione liste d’attesa: “Un problema endemico del SSN, io ci ho messo la faccia, abbiamo aperto un tavolo al ministero, bisogna lavorare con le regioni. Servono tecnologie ma soprattutto personale”. Schillaci ha ricordato i 600milioni arrivati per gli straordinari ma, ha ribadito, il nodo resta quello di superare il tetto di spesa. Infine il Pnrr, “fondi da investire bene, in tecnologie e sanità territoriale – il governo ha stanziato dei fondi a partire dal 2025 per le assunzioni nelle case di comunità – per superare le disparità tra nord e sud e tra grandi centri di zone rurali”.

L’incontro con Cgil, Fimmg, Smi e Snami

Dopo l’apertura dell’anno accademico il ministro ha incontra i sindacati che nei giorni scorsi avevano occupato simbolicamente la sede della direzione Asl.

“Il Ministro – hanno spiegato le sigle – , grazie anche all’interlocuzione con il Senatore Guido Liris, ha dimostrato una sensibilità sociale, un senso di responsabilità politica ed una considerazione maggiori rispetto a chi si è sottratto, per mesi, ad un confronto civile e produttivo che avrebbe potuto evitare le legittime proteste degli ultimi giorni. Ciò a dimostrazione della fondatezza delle ragioni della vertenza avviata ormai da due anni, e oggi raccolta dallo stesso Ministro, che non può, quindi, essere considerata unamera strumentalizzazione politica.”

Per i sindacati non ci sono ostacoli da parte della Regione Abruzzo per le sostituzioni: “In una seduta della Commissione Sanità del Consiglio Regionale, l’Assessore Nicoletta Verì ed il Direttore Generale D’Amario hanno dichiarato che le ASL erano libere di agire circa i subentri dei nuovi medici nei Nuclei”,

Sindacati che sono tornati a criticare anche il sindaco per le sue dichiarazioni dopo il consiglio comunale straordinario di ieri. “La nostra mobilitazione è proprio in difesa dei giovani medici dei quali anche il Sindaco sembra preoccuparsi e che sono gli stessi, ad oggi, esclusi dalle Associazioni dei Medici di Base e che attendono da due anni che venga riconosciuto il loro lavoro. La, vertenza, oltre a tutelare i giovani medici, mira a preservare i posti di lavoro di decine di lavoratori e di lavoratrici impegnati da anni nei Nuclei per garantire la continuità assistenziale a migliaia di cittadini e di cittadine.”


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