Schermi di plastica: sì o no? Prof. Tiberti: “Da soli non proteggono, occorre anche la mascherina”

di Matilde Albani | 09 Settembre 2020 @ 06:19 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Si lavano e si disinfettano facilmente, non si deteriorano come le mascherine e, soprattutto, si producono molto facilmente grazie alle stampanti 3D,  le visiere di plastica, ormai in commercio da almeno sei mesi, sono davvero utili contro il Covid? Schermi di plastica: sì o no? Le posizioni contrapposte ormai si contano a decine.

“Non sono un’alternativa alle mascherine, ma sono a complemento degli altri dispositivi di protezione individuale  – dice a Laquilablog  il prof. Sergio Tiberti, epidemiologo, docente di ‘igiene e medicina preventiva e del lavoro all’Università dell’Aquila – Questa visiera da sola non protegge – dice Tiberti -, le goccioline possono passare lateralmente, il personale sanitario che usa la visiera indossa rigorosamente anche le mascherine. Se per queste ultime esistono numerosi studi che ne certificano l’alto grado di affidabilità, per gli schermi facciali sono state fatte poche indagini e, soprattutto, sono stati valutati soltanto i rischi “in entrata”. In sostanza, mentre le  mascherine chirurgiche servono per trattenere le goccioline espulse dalla bocca quando si parla, tossisce e starnutisce, e meno per filtrare quelle provenienti dall’esterno (compito dei dispositivi per professionisti FFP2 ed FFP3), per  gli schermi facciali, invece, non è nota l’efficacia nel trattenere droplet/aerosol in uscita di una persona contagiata da un qualunque virus respiratorio. Inoltre, le visiere, come riportato nell’articolo “Moving Personal Protective Equipment Into the Community – Face Shields and Containment of COVID-19” pubblicato dalla rivista JAMA, per un’efficacia ottimale dovrebbero arrivare  fin sotto il mento nella parte anteriore e fino alle orecchie in quella laterale, inoltre non dovrebbe esserci spazio vuoto tra fronte e “scudo”.


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