Scegliere chi salvare: ecco a chi va data la precedenza tra i malati di Covid

di Redazione | 22 Novembre 2020 @ 11:32 | ATTUALITA'
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ROMA – I medici dovranno seguire precise indicazioni per decidere chi salvare e a quali pazienti Covid andrà data la precedenza. Il documento, che pubblica  “il Messaggero”, si chiama  ‘Decisioni per le cure intensive in caso di sproporzione tra necessità assistenziali e risorse disponibili in corso di pandemia da Covid-19′. Pubblicato dall’Iss,  è rivolto prevalentemente agli anestesisti, serve dunque a fornire linee guida sulla priorità da dare in terapia intensiva, nei casi in cui questi reparti vadano in sofferenza.

Secondo il documento, che è stato redatto dalla Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva e dalla Società italiana di medicina legale e delle assicurazioni, avrebbe la priorità a essere assistito colui che ha maggiori speranze di sopravvivere. Come del resto sta avvenendo in molte terapie intensive in cui i medici devono fare i conti con un surplus di malati rispetto ai mezzi, posti e personale, a disposizione. Saranno garantiti comunque i diritti del malato, che deve essere preso in carico con “gli strumenti possibili”.

La finalità è quella di permettere ai medici di ricorrere al triage basato su parametri clinico-prognostici definiti, piuttosto che osservare un criterio cronologico (ordine di arrivo dei pazienti) o casuale (sorteggio). Il triage scatta per tutti i pazienti con necessità di cure intensive, a prescindere dalla condizione clinica che determina tale necessità.

Si legge nel testo pubblicato sul sito del Sistema nazionale linee guida dell’Istituto superiore di sanità: “Nel caso di una completa saturazione tale da determinare l’impossibilità di garantire le cure intensive a tutti i pazienti per i quali si pone l’indicazione clinica a tali trattamenti, sarà necessario ricorrere a criteri di priorità, criteri la cui applicazione non può comunque comportare deroghe ai principi di cui sopra, né far venire meno l’esigenza di appropriatezza delle cure a causa della situazione straordinaria”.

Punto fondamentale è sempre il rispetto dei diritti del malato: “Anche in presenza di una straordinaria sproporzione tra necessità e offerta di assistenza, quale quella determinata dalla pandemia da COVID-19, deve essere assicurato il primario e fondamentale diritto alla salute, quale ambito individuale della dignità umana, senza deroghe a principi etici e di giustizia e, quindi, nel rispetto del criterio universalistico ed egualitario dell’accesso alle cure”. Da ciò deriva che devono sempre essere rispettati i seguenti principi: principio di uguaglianza, il principio di solidarietà sociale, e il principio di autodeterminazione.

 


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