Sassa: muore di infarto Dino Pace, il mitico “Marchese”

di Redazione | 20 Luglio 2022 @ 09:18 | CRONACA
Ju Marchese
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L’AQUILA – Un infarto non gli ha lasciato scampo. E’ morto così Dino Pace, per tutti Ju Marchese, un pezzo di storia del territorio di Sassa. Dino, chiamato Ju Marchese così per la sua proverbiale eleganza, aveva lavorato in Bnl. Appassionato di caccia, era anche un grande sportivo, sciatore e tennista. In molti lo ricordano nei tornei degli anni 80’ alle “Baracche” nelle sue mitiche sfide.

Dino si è sentito male ieri sera mentre era in giardino. A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo. Lascia la moglie Aurelia e la figlia Alessia. I funerali si svolgeranno domani alle 15 nella Chiesa di Santa Giusta a Sassa.

Alla famiglia le condoglianze dell’editore e della redazione di L’Aquila Blog.

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A Sassa ci sono due campi da tennis. Il primo sta alle Baracche, ed ha visto nei primi anni 80 intere generazioni giocare interminabili partite. Giocavamo tutti a tennis. Tutti abbastanza scaciati, outfit improbabili, racchette più o meno importanti. Poi c’era un tipo particolare. Scarpe della Fila, calzini della Fila, pantaloncini della Fila, polsini della Fila, maglietta della Fila, fascetta della Fila. Pretendeva il silenzio durante le sue partite. Per noi era fondamentale rompere le palle. Tante corse, tante rincorse, tantissimi calci nel culo.
Poi c’è il campo di Sciomenta. Inaugurato negli anni 90. D’asfalto come le Baracche, perché noi a Sassa siamo appassionati di Flushing Meadows. Ma il campo nuovo doveva essere colorato. E chi meglio di me e Gianni? Con dei piccoli rulli attaccati a dei manici della scopa. Dai la vernice, togli la vernice. Prima nnammonte, po nnabballe. Sembrava de sta a ntonacà la muraglia cinese. Non credevo di farcela. Poi venne un tipo particolare. Che dopo averci comunicato quanto non sapevamo fare un cazzo, prese un rullo pure lui. Solo che alla fine del lavoro, pure lui se fece come tre ore de notte. Ma lui portava i jeans di Armani e le Timberland. Na freca de parolacce, na freca de maledizioni, na freca de risate. Perché quando uno è Marchese, è Marchese sempre.

Testimonianza di Massimiliano Albani


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