Sardegna, 70enne viene a mancare dopo morso di una zecca

I consigli dell'Iss per prevenire questi episodi tragici

di Redazione | 07 Giugno 2022 @ 12:07 | CRONACA
70enne
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Dopo quattro giorni dalla puntura sono comparsi i sintomi che hanno portato al decesso, la tragica storia della 70enne di Ulassai, morta a seguito della puntura di una zecca, alza molti interrogativi. La pensionata si era presentata nella struttura ospedaliera con febbre altissima, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari e alle articolazioni. Alcuni giorni prima si era accorta di avere sulla cute l’insetto, liberandosene subito ma senza darne troppo peso perché non accusava alcun sintomo. La situazione è però peggiorata, fino al ricovero in ospedale e alla conferma della diagnosi. I medici hanno iniziato subito a somministrare le terapie alla 70enne, ma l’anziana non ha mai risposto alle cure.

Una volta rimosso l’animale “disinfettare la zona, evitando l’utilizzo di disinfettanti che colorano la cute, come la tintura di iodio evitare di toccare a mani nude la zecca nel tentativo di rimuoverla, le mani devono essere protette (con guanti) e poi lavate spesso il rostro rimane all’interno della cute: in questo caso deve essere estratto con un ago sterile o con pinzette a punte sottili adeguatamente sterilizzate”. Dopo la rimozione, l’Istituto consiglia inoltre di “effettuare la profilassi antitetanica, rivolgersi al proprio medico curante nel caso si noti un alone rossastro che tende ad allargarsi oppure febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni, ingrossamento dei linfonodi”. La somministrazione di antibiotici per uso sistemico nel periodo di osservazione è “sconsigliata”, perché “può mascherare eventuali segni di malattia e rendere più complicata la diagnosi”. Nel caso in cui, per altre ragioni, fosse necessario iniziare un trattamento antibiotico, è “opportuno impiegare farmaci di cui sia stata dimostrata l’efficacia sia nel trattamento delle rickettsiosi che delle borreliosi”.


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