Santo Stefano di Sessanio si ripopola: hotel Sextantio pronto ad accogliere turisti dopo la pandemia

di Mariangela Speranza | 09 Giugno 2020 @ 06:30 | ATTUALITA'
Print Friendly and PDF

SANTO STEFANO DI SESSANIO – Nell’aquilano il 90 per cento degli alberghi è ancora chiuso, in attesa di tempi migliori. Una ecatombe, si direbbe, anche alla luce del quadro dipinto da Federalbergi, che lamenta il rischio eccessivo nel tornare a lavorare addirittura per molti hotel situati nelle località più famose e nel cuore delle città culturali sparse per lo Stivale. Non solo per la mancanza di turisti, ma anche a causa delle regole da attuare all’interno delle strutture, che comportano un aggravio dei costi e, per forza di cose, un dimezzamento delle prenotazioni. Ma la riapertura delle frontiere nazionali ha invogliato all’azzardo qualche albergatore disposto a scommettere sulla ripartenza, seppure lenta, e a farsi trovare pronto per il ritorno degli ospiti in vista dell’arrivo della bella stagione. Anche a Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), dove Sextantio, il celebre albergo diffuso inaugurato dall’imprenditore Daniele Kihlgren una decina di anni fa, riaprirà i battenti a partire dal 12 giugno prossimo.

Come assicura infatti a L’Aquila Blog il direttore commerciale Daniele Centonze, “le prenotazioni già ci sono e arrivano un po’ da tutta Italia”.

“Rispetto agli anni passati ospiteremo ovviamente molti meno turisti – spiega – perché, se da un lato le misure imposte dalla normativa nazionale ci hanno permesso di rimettere in funzione meno della metà delle stanze, dall’altra mancano gli stranieri. Senza contare le difficoltà legate alle celebrazioni dei matrimoni e all’organizzazione di eventi culturali che, in una situazione normale, avrebbero attirato molte più persone di questo periodo”.

Ancora una volta, il Sextantio conferma però di essere a tutti gli effetti tra le realtà più attive e dinamiche del turismo abruzzese e, in generale, italiano, richiamando quell’ospitalità dal sapore tutto nostrano, un po’ casa e un po’ albergo che, pur mantenendo tutti i servizi di una struttura ricettiva, accoglie i suoi ospiti in soluzioni innovative e per un’offerta rigorosamente Made in Italy.

Un’offerta che potrebbe essere appunto cruciale per un territorio dove, già prima della pandemia, si dovevano fare i conti con la concentrazione dei flussi turistici e la ripartenza post-sisma. Soprattutto oggi, di fronte a un’estate che si profila tutta italiana, di prossimità e in fuga dai luoghi affollati e in cui gli alberghi diffusi potrebbero rappresentare l’unica alternativa valida, soprattutto alla luce della valenza prioritaria che il turismo slow che sta assumendo negli ultimi tempi.

“Torniamo a lavorare per dare un segno di speranza all’Abruzzo e a tutti gli italiani, consci delle misure da attuare per la sicurezza di ospiti e operatori- aggiunge il direttore commerciale della struttura -. Sperando che, con il trascorrere delle settimane, la situazione cambi e ci permetta di ampliare nuovamente l’offerta e riaprire man mano tutte le camere. Non potremo però parlarne prima di qualche mese”.

Con l’arrivo dell’estate, è intanto tornato a ripopolarsi anche Santo Stefano di Sessanio, con molte delle attività, tra bar, botteghe e ristoranti, che hanno da poco riaperto i battenti, per accogliere le ondate di turisti che si sono riversate tra le viuzze, gli sdruccioli e le piazzette del borgo nelle scorse settimane. Tra queste anche la Locanda sotto gli archi che, grazie alla collaborazione tra i gestori del Sextantio e il ristorante Villa Majella di Arcangelo e Pascal Tinari, nei prossimi giorni avvierà una sperimentazione gastronomica tutta abruzzese in vista del ritorno dei clienti. 


Print Friendly and PDF

TAGS