L’AQUILA – Torna finalmente a mostrarsi alla città, dopo anni nascosto dalle impalcature, il volto restaurato della chiesa di Sant’Agostino (Foto: Riccardo Tomei, Comune dell’Aquila, Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila.). Con la rimozione dell’ordine superiore dei ponteggi esterni del cantiere di consolidamento e restauro, è nuovamente visibile nella sua interezza la parte esterna del tiburio, con il caratteristico tondo dedicato a Sant’Agostino sulla facciata principale, insieme al tetto a spiovente e alla lanterna che lo chiude in sommità.
È uno dei passaggi più significativi dell’attuale fase di lavori: l’obiettivo era infatti quello di liberare progressivamente gli esterni tra la primavera e l’estate del 2026, restituendo alla vista uno degli elementi architettonici più riconoscibili della chiesa. Il cantiere, però, non è ancora concluso. I lavori all’interno proseguiranno fino alla scadenza contrattuale prevista per l’autunno. Il risultato è particolarmente significativo per un edificio che, dopo il terremoto del 2009, ha subito danni gravissimi, tra cui lo sfondamento della cupola. La facciata, invece, è rimasta sostanzialmente salva e oggi, liberata in parte dalle strutture provvisionali, torna a essere nuovamente leggibile nel paesaggio del centro storico aquilano.
La vicenda del cantiere di Sant’Agostino è stata segnata da cinque sospensioni e altrettante ripartenze. Il contratto principale risale al novembre 2015 e i lavori partirono il 7 gennaio 2016, ma il percorso è stato rallentato da criticità tecniche, cambi amministrativi, esaurimento delle risorse, emergenza Covid e temporanee carenze finanziarie. Nel 2023 il cantiere è ripartito, proseguendo fino all’arrivo dell’ultimo finanziamento nel 2025. Il secondo stralcio è iniziato formalmente il 4 giugno 2025, con un finanziamento del Ministero della Cultura e l’Usra come stazione appaltante, per un importo complessivo superiore ai 4 milioni di euro. La conclusione dei lavori è prevista nell’autunno 2026: mentre gli interventi esterni si avviano verso la conclusione e la progressiva rimozione dei ponteggi, all’interno della chiesa il cantiere proseguirà ancora per diversi mesi.
Una chiesa che racconta secoli di storia
La chiesa di Sant’Agostino sorge nel cuore dell’Aquila, accanto al Palazzo del Governo e alla chiesa di San Marco, affacciandosi sulla stessa piazza. La sua storia affonda le radici nella fondazione della città medievale.
La primitiva costruzione fu realizzata intorno al 1280-1282, quando gli Agostiniani si trasferirono all’interno delle mura della nuova città. Dell’edificio medievale restano oggi alcuni brani murari e soprattutto il portale romanico a doppia strombatura, raggiungibile attraverso la scalinata laterale.
La chiesa venne poi ripristinata dopo il terremoto del 1461. Nel 1462 fu inaugurata la cappella di Santa Barbara, destinata anche alla devozione della comunità tedesca presente all’Aquila. Alla fine del Seicento l’edificio venne ammodernato secondo il nuovo gusto e il convento fu ampliato.
Un nuovo, drammatico terremoto, quello del 1703, segnò una svolta nella storia dell’edificio. La chiesa fu gravemente danneggiata e venne ricostruita a partire dal 1710 secondo una nuova planimetria, un diverso orientamento e una maggiore monumentalità. L’impianto strutturale fu probabilmente completato intorno al 1725, mentre decorazioni, rifiniture e arredi proseguirono tra la fine del Settecento e i primi anni dell’Ottocento.
Al centro della chiesa si sviluppa un grande vano a pianta ellittica, coperto da un’alta cupola e dalla sovrastante lanterna, nascosta all’esterno dal tiburio poligonale. Ai lati si aprono le cappelle radiali, mentre l’asse maggiore conduce verso l’ampio presbiterio e l’abside.
Proprio il tiburio è oggi protagonista della nuova fase del cantiere. La sua facciata principale presenta al centro il tondo in bassorilievo dedicato a Sant’Agostino, mentre le terminazioni oblique racchiudono la balaustra centrale. Al di sopra, il tetto a spiovente conduce lo sguardo verso la lanterna.
La sua ricomparsa, dopo la rimozione dei ponteggi, permette quindi di apprezzare nuovamente la configurazione architettonica della parte alta della chiesa, uno degli elementi più caratteristici dello skyline del centro storico dell’Aquila.
Verso una nuova vita
Una volta conclusa la ricostruzione, Sant’Agostino potrebbe non tornare soltanto a essere un luogo di culto, ma assumere anche una più ampia funzione di polo culturale ecclesiastico. Tra le prospettive vi sono celebrazioni legate a momenti particolarmente importanti per la città, come la Perdonanza, appuntamenti dedicati a San Massimo, mostre di arte sacra, convegni e iniziative diocesane.
Il futuro utilizzo dell’edificio dovrà quindi trovare un equilibrio tra la sua funzione religiosa e il valore storico e civile che Sant’Agostino ha assunto nel cuore dell’Aquila.
Intanto, la rimozione dei ponteggi restituisce alla città un primo, concreto segnale della rinascita dell’edificio. 









