Santa Scolastica: “Chi ama di più, può fare di più”

di Padre Ralf (Osman Prada) | 10 Febbraio 2024 @ 05:00 | IL TEMPO DI DIO
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Il 10 febbraio la Chiesa Universale celebra la Festa di Santa Scolastica, la prima monaca benedettina, sorella gemella di San Benedetto, che visse tra gli anni 480 e 543. 

Nata a Norcia, nella regione italiana dell’Umbria. Fu docile allieva del suo fratello Benedetto, dal quale ricevette la sapienza del cuore, al punto da superare il maestro: così narra san Gregorio Magno nei suoi “Dialoghi”, unico testo di riferimento con pochi accenni alla vita di questo santo. Descrive anche un episodio particolare, in cui rivela una spiccata personalità umana e una grande profondità spirituale (più avanti scopriremo questo bellissimo episodio). 

Si dice che San Benedetto e Santa Scolastica fossero discendenti di un’antica famiglia di senatori romani. Sua madre, Cláudia, morì poco dopo aver dato alla luce i gemelli. 

All’età di 12 anni fu mandata insieme al fratello Benedetto a studiare a Roma, dove rimasero scandalizzati dalla vita disordinata della città. Benedetto divenne eremita, mentre sua sorella Scolastica chiese al padre di dedicarsi alla vita religiosa. A soli sette chilometri di distanza, dalla abbazia di Monte Cassino, fondò il monastero di Piumarola, dove, con le sue consorelle, seguì la Regola di San Benedetto, dando così origine al ramo “femminile” dell’Ordine dei Benedettini. 

LA REGOLA DEL SILENZIO – Era normale che Santa Scolastica raccomandasse di osservare la regola del silenzio alle sue consorelle e di evitare conversazioni con persone estranee al monastero, anche se erano devoti visitatori. Era solita ripetere: “Taci o parla di Dio, perché cosa c’è al mondo di cui vale la pena parlare, se non di Lui?”.

Infatti, a Santa Scolastica piaceva parlare di Dio e delle cose del cielo, soprattutto con suo fratello Benedetto, che incontrava una volta all’anno. Il luogo dove si svolgevano questi dialoghi spirituali era una piccola casa situata in mezzo alla strada tra i due monasteri.

IL MIRACOLO CHE SFIDÒ SAN BENEDETTO – San Gregorio Magno narra che, nell’ultimo dei loro incontri, datato 6 febbraio del 543, poco prima della sua morte, Santa Scolastica chiese al fratello di prolungare la conversazione fino al mattino del giorno successivo, ma Benedetto si oppose per non trasgredire la Regola. Santa Scolastica cominciò a pregare al Signore di non lasciare andare suo fratello, insistentemente e scoppiando in lacrime. All’improvviso iniziò un forte temporale così inaspettato e violento da costringere San Benedetto a restare con lei tutta la notte, continuando a dialogare e parlare delle cose di Dio. 

Tuttavia, la prima reazione di Benedetto alla tempesta improvvisata fu di fastidio: “Che Dio onnipotente ti perdoni, sorella. Che cosa hai fatto?”. E Santa Scolastica rispose: “Ti ho pregato di restare e non mi hai ascoltato. Così ho deciso di chiedere a Dio e Lui puntualmente mi ha risposto. Ora puoi andare se vuoi, lasciami e ritorna al tuo monastero”. 

Fu una sorta di vendetta per la sorella, poiché Benedetto stesso aveva insegnato a Scolastica a rivolgersi a Dio, con tutte le sue forze, nelle difficoltà, nelle necessità, infondendo in lei la speranza che Dio ascolta le anime che pregano con vera fede. 

In questo emergevano le doti femminili di Scolastica, la docilità, la perseveranza e anche l’audacia nell’ottenere ciò che desiderava fortemente da Dio, il suo amato e il suo Sposo. 

Santa Scolastica, prega per noi.


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