Santa Maria dei Raccomandati, approvata la documentazione di gara per il Museo Archeologico

di Alessio Ludovici | 04 Settembre 2020, @06:09 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Gli ultimi puntellamenti del corso stretto potrebbero finalmente sparire, con determina dello scorso primo settembre, infatti, il Settore ricostruzione pubblica del Comune ha approvato la documentazione di gara per la progettazione definitiva dei lavori di restauro dell’Ex Convento di Santa Maria dei Raccomandati.

Un milione e 900mila euro circa l’importo complessivo previsto per la l’affidamento dei servizi di progettazione e direzione dei lavori e quasi quattordici, 13.862.500, per i lavori di sistemazione del complesso. Andrà ora espletata la gara, tramite la centrale unica di committenza.

Fondi disponibili da diversi anni, grazie a due delibere Cipe, la 48 del 2016 e la 24 del 2018 e che potevano essere finalizzati prima secondo l’ex assessore alla Ricostruzione Piero Di Stefano.

I preliminari e i rilievi iniziali sono del 2017, mentre è dell’anno passato la nomina del Rup del Comune. Successivamente ai diversi incontri effettuati nel 2018, la competente Soprintendenza per i beni ambientali, architettonici e storici dell’Abruzzo, ha messo a disposizione dell’amministrazione comunale un documento: “prima bozza di Indirizzo per gli aspetti museografici e scientifici”.

Ai primi di agosto di quest’anno l’acquisizione delle Linee di indirizzo metodologico e progettuale redatte dalla Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per la città dell’Aquila.

Il complesso dell’ex convento, ex sede del Comune, ex sede museale, è classificato E e risulta in pessimo stato, si legge nella determina, a causa dei danni del sisma 2009, ma anche di quelli del 2016, che hanno hanno provocato un quadro di danneggiamento grave e diffuso

Il complesso dovrebbe diventare il Museo civico archeologico. Il convento delle Celestine di Santa Maria dei Raccomandati divenne per la prima volta sede museale addirittura nel 1924, e ospitò innanzitutto reperti degli scavi archeologici nella vallata dell’Aterno iniziati nell’800 per poi arricchirsi di collezioni private e reperti degli altri scavi di Amiternum, Fossa, Coppito.

Nel 1951, con la rocambolesca nascita nel Castello Cinquecentesco del Museo Nazionale d’Abruzzo, la collezione venne trasferita lì fino al 2009. Proprio nel 2009 era prevista l’inaugurazione dei primi spazi museali dopo una tormentata vicenda politica e amministrativa iniziata negli anni 90. Speriamo sia la volta buona.


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