Sanità, sit-in sotto la Asl dell’Aquila. Cgil: “Azienda chiusa nel fortino, chiediamo le dimissioni”

di Alessio Ludovici | 02 Febbraio 2024 @ 05:00 | SANITA'
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L’AQUILA – Ieri, durante il sit-in davanti alla direzione della Asl all’Aquila, è arrivata la notizia che una delegazione sarebbe potuta solo entrare a depositare le firme raccolte, oltre 2000, senza poter parlare con nessuno. Un fatto che ha esacerbato gli umori della piazza e spinto la Cgil provinciale ad arrivare a chiedere le dimissioni della governance dell’azienda.

“L’arroganza del potere, il fastidio rispetto ai bisogni delle cittadine e dei cittadini, la distanza siderale dalle condizioni materiali delle persone ed il mancato rispetto verso i territori è ciò chei si è manifestato nell’atteggiamento della Direzione Strategica della ASL. Rinchiusi dentro calde stanze, protetti dall’inviolabilità del palazzo. La direzione strategica della ASL 1, per l’ennesima volta, non si scomoda, non ritiene di doversi confrontare, non ha bisogno di ascoltare e di capire”. Questo il commento a margine di Cgil L’Aquila e Comitato civico “Cittadini e Territorio Ponte Giovenco”.

Per quest’ultimi, anche con rappresentanti dei comuni di Pescasseroli, Opi e Villetta Barrea, un viaggio inutile per consegnare quelle duemila firme faticosamente raccolte nelle ultime settimane per chiedere il ripristino del servizio 118 e della guardia medica. La prospettiva di andare avanti un’ambulanza “demedicalizzata” non piace a nessuno anche perché il primo ospedale è a decine di km di distanza. Un colpo per le aree interne spiegano i Comuni.

“Bisogni primari, non ammennicoli” spiegano dal sindacato. “Il bisogno della continuità delle cure, di un servizio di emergenza/urgenza, il bisogno di un servizio fondamentale ovunque, ma che in quelle aree segna il confine tra la possibilità di resistere e quella di abbandonare. In un perfetto, anacronistico ed inaccettabile burocratese la vostra accoglienza si è palesata con un invito a rivolgerci al vostro Protocollo. La stessa sensibilità che si riserva all’arrivo di una raccomandata, trattando donne ed uomini, che oggi hanno scelto di stare con i loro corpi in piazza a manifestare, al pari di un plico postale. Non sarà la vostra indifferenza a fermarci. Oggi non è stato altro che l’avvio di un percorso che potete star certi non abbiamo intenzione di interrompere.”

A sostenere i cittadini dell’Alto Sangro anche i protagonisti della vertenza, in città, sui nuclei di cure primarie. Un altro fronte oltre a quello del San Salvatore su cui è il Passo Possibile a tornare alla carica: “Una situazione sempre più critica all’Ospedale San Salvatore, dove sembra che manchino persino le lenzuola pulite per il cambio biancheria, con i pazienti costretti ad attendere diverso tempo e ad accontentarsi di sostitutivi di carta monouso. L’ennesima grave disfunzione, che si aggiunge a quelle già note che affliggono quotidianamente gli utenti, davvero una vergogna”. Così la nota dei consiglieri comunali Alessandro Tomassoni,  Emanuela Iorio, Massimo Scimia e Elia Serpetti.

“Una situazione sanitaria quella cittadina – continuano – giunta ormai ad un punto di non ritorno, un’inefficienza figlia delle incaute scelte manageriali di razionalizzazione dei costi che da troppo tempo sfociano nei descritti disservizi che gli utenti sono stanchi di subire puntualmente sulla propria pelle.”


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