Sanità, Quaglieri: “Rivoluzione la legge sulla Medicina dello Sport”

di Redazione | 21 Febbraio 2024 @ 12:16 | VERSO LE ELEZIONI
Quaglieri sanità
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“Ho ricoperto la carica di presidente della commissione Sanità in Regione Abruzzo, – afferma Quaglieri – un incarico che riguarda l’attività legislativa regionale. È stato fatto tantissimo, ma uno dei più grandi successi è stato sicuramente quello di rivoluzionare la legge sulla Medicina dello Sport: troppi disagi, troppe le problematiche affrontate dai cittadini per poter usufruire dell’offerta della Medicina sportiva. Il settore è stato dunque rivoluzionato completamente: da pochissimi centri presenti in precedenza sono state aperte le maglie per poter dare un’offerta di prossimità in modo da garantire maggiormente la salute soprattutto dei bambini che si avvicinano allo sport, che fanno parte di scuole calcio o tennis per esempio, dove ormai è obbligatoria la certificazione medico-sportiva per tutelare la loro salute”. Così Mario Quaglieri, candidato Fdi alle prossime elezioni regionali, sulla sanità abruzzese.

“Con questa legge, da me proposta e sottoscritta, abbiamo dunque aperto le maglie della Medicina dello Sport per rendere un servizio ancor più fruibile a tutti i cittadini. Altro grande Progetto di legge, che è stato davvero ‘il rompighiaccio’ a livello nazionale, riguarda il riconoscimento della
fibromialgia, malattia invalidante riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) già nel 1992. Da allora lo Stato ancora non la riconosce come Lea, ovvero come patologia supportata dal Sistema sanitario nazionale (SSN). Noi siamo riusciti a identificare e riconoscere questa patologia: l’Abruzzo è stata la prima Regione in Italia in cui è stato avviato, e si sta portando avanti, un progetto nella Conferenza Stato-Regioni per riconoscere la fibromialgia come malattia che necessita del supporto del Sistema sanitario nazionale. È un grandissimo successo che mostra la grande vicinanza che abbiamo avuto e la risposta importante data a tutte quelle persone che soffrono di questa patologia. Una malattia che, sebbene ancora non abbia una sua caratterizzazione, rende la vita davvero difficile”.


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