L’AQUILA – Il futuro della rete ospedaliera abruzzese torna al centro del dibattito dopo l’annuncio del presidente della Regione Marco Marsilio sulla volontà di realizzare un DEA di II livello diffuso tra Chieti e Pescara. Una presa di posizione che, se tradotta negli atti ufficiali della programmazione sanitaria, segnerebbe un cambio di rotta rispetto allo studio predisposto dall’Agenzia sanitaria regionale e potrebbe avere riflessi anche sul ruolo del San Salvatore dell’Aquila.
Ma cos’è un DEA di II livello e perché è così importante?
Il Dipartimento di Emergenza e Accettazione rappresenta il livello più alto della rete dell’emergenza-urgenza. Non è soltanto un pronto soccorso, ma un ospedale dotato delle principali alte specialità – dalla cardiochirurgia alla neurochirurgia, passando per la chirurgia vascolare e le terapie intensive – capace di trattare i casi più complessi provenienti dall’intera regione. Essere sede di un DEA di II livello significa concentrare professionalità, tecnologie, investimenti e funzioni strategiche, motivo per cui la sua collocazione è da anni uno dei temi più delicati della programmazione sanitaria abruzzese.
Lo studio elaborato dall’Agenzia sanitaria regionale, costruito sui dati del 2023, analizzava le performance dei quattro principali ospedali della regione – L’Aquila, Pescara, Chieti e Teramo – attraverso indicatori come attrattività, mobilità sanitaria, complessità assistenziale, attività di pronto soccorso e appropriatezza delle prestazioni. Al termine dell’analisi veniva stilata una graduatoria che collocava Pescara al primo posto, L’Aquila al secondo, Chieti al terzo e Teramo al quarto.
Da questa valutazione derivava anche la proposta di organizzazione della rete: due DEA di II livello, uno a Pescara e uno a L’Aquila. Chieti avrebbe svolto una funzione di supporto, in particolare per la cardiochirurgia pescarese, mentre Teramo avrebbe affiancato il San Salvatore dell’Aquila.
È proprio questo impianto che ora Marsilio intende modificare. Durante una visita all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti, il presidente della Regione ha annunciato di voler puntare su un DEA di II livello integrato tra Chieti e Pescara, basato sull’integrazione delle alte specialità e dei servizi dell’emergenza, superando quella che ha definito una logica di campanile. Un orientamento condiviso dal sindaco di Chieti, Giovanni Legnini, che ha chiesto di recepire questa impostazione anche negli atti ufficiali dell’Agenzia sanitaria.
Sul cambio di rotta è intervenuto il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Silvio Paolucci. L’ex assessore alla Sanità parla di una “clamorosa retromarcia” del presidente Marsilio, sostenendo che il modello del DEA diffuso tra Chieti e Pescara fosse già stato previsto dal centrosinistra nel 2016. Secondo Paolucci, fino a oggi la programmazione regionale individuava invece Pescara e L’Aquila come i due DEA di II livello e relegava Chieti a un ruolo di supporto. Per questo chiede che il nuovo indirizzo politico venga formalizzato modificando i documenti dell’ASR.
La questione riguarda però anche L’Aquila. Se la Regione dovesse rivedere il piano riconoscendo un DEA di II livello integrato tra Chieti e Pescara, resta da capire se rimarrà invariato anche il modello previsto per il quadrante interno, con il San Salvatore e Teramo, oppure se la revisione porterà a un ripensamento complessivo della rete ospedaliera regionale.
Al momento non esistono atti che modifichino formalmente la programmazione: quello annunciato da Marsilio è un indirizzo politico che dovrà tradursi in documenti ufficiali. Solo allora sarà possibile comprendere quale sarà il futuro assetto dei DEA di II livello in Abruzzo e quale ruolo avranno i quattro principali ospedali della regione.
Dubbi e domande che cominciano a serpeggiare anche nella politica aquilana. “Leggiamo con attenzione le dichiarazioni del Presidente Marco Marsilio sull’integrazione del DEA di II livello Chieti-Pescara e sugli investimenti destinati all’ospedale di Chieti” scrive Pierpaolo Pietrucci in una nota, ma, avverte, “di fronte all’entusiasmo del Presidente, non possiamo non porre alcune domande che riguardano il futuro della sanità aquilana e dell’intero territorio interno”.
“La Giunta regionale – conclude il consigliere Dem -chiarisca ai cittadini aquilani quali siano le sue reali intenzioni. L’Aquila è il capoluogo della Regione Abruzzo e merita risposte, investimenti e una programmazione all’altezza del suo ruolo istituzionale e delle esigenze del suo territorio”.







