Sanità, il centrosinistra replica a Biondi

di Redazione | 01 Marzo 2024 @ 06:00 | SANITA'
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L’AQUILA – I gruppi di centrosinistra in consiglio sono tornati sulla vicenda sanità in una conferenza stampa a palazzo Margherita. “Il sindaco Pierluigi Biondi affetto da torcicollo continua a guardare agli anni passati ignorando che ne sono passati ben 7 da quando amministra e cinque da quando il centrodestra governa la Regione”.

“Se vuole parlare di passato – così Stefano Albano, Pd – spieghi perché non hanno realizzato nulla di quanto contenuto nel programma con il quale Marsilio si candidava nel 2019 dove, tra le altre cose, era prevista l’istituzione del Dea di II livello L’Aquila-Teramo, la reintroduzione del medico di medicina generale con presenza quotidiane nei territori marginali, l’individuazione dei tempi massimi di attesa per la prenotazione di visite specialistiche oltrepassati i quali si dia possibilità di libera e non onerosa scelta presso le strutture convenzionate e, ancora, il decongestionamento dei pronto soccorso ospedalieri attraverso il potenziamento dei presidi di sanità territoriale, proprio come i Nuclei di cure primarie che vogliono smantellare”.

“I decisori fino ad oggi hanno dimostrato solo sordità e chiusura nei confronti delle istanze degli operatori, dei sindacati e dei cittadini”, ha aggiunto. “Il centrodestra si è scatenato in attacchi violenti ma il sindaco si è sottratto vigliaccamente al confronto nel principale luogo ad esso deputato che è il Consiglio comunale, lasciando al solo direttore generale di dover difendere mesi di annunci e propaganda ma per quanto la si voglia raccontare efficiente i cittadini, ogni giorno, si scontrano con una sanità disastrata”.

“Abbiamo subito due attacchi”, ha proseguito Albano, “il primo da Tiziana Del Beato, anche detta ‘The Voice’ dato che la sua voce è sconosciuta ai più perché non ha mai proferito verbo in Consiglio comunale dove siede da ben 7 anni. Da un comunicato stampa, evidentemente sotto dettatura, scopriamo però che sa scrivere e utilizza questa capacità per insultare i medici definendoli avidi. Il secondo dallo stesso sindaco che, nonostante governi oramai da 7 lunghi anni, si rivolge invece a chi ha amministrato prima di lui attribuendo qualsiasi responsabilità al centrosinistra, un atteggiamento che ha sempre usato. Mi domando quando scade il termine entro il quale chi governa inizia a rispondere del proprio operato senza attribuire responsabilità a chi lo ha preceduto!”.

“Biondi, che pone a noi delle domande, risponda sul buco da 66 milioni di euro della Asl provinciale dell’Aquila, del saldo negativo di 15 milioni fra mobilità attiva e passiva, del perché molti pazienti attendono il ricovero in barella nei corridoi del Pronto Soccorso anche per 48–72 ore, e ricordi che il blocco del turnover è finito nel 2018, e lo dobbiamo proprio all’assessore Silvio Paolucci che ha fatto uscire l’Abruzzo dal commissariamento sulla sanità”.

“Il sindaco e l’amministrazione gestiscono questo Comune in maniera referenziale e senza rispetto verso la comunità che rappresentano”, ha detto dal canto suo Simona Giannangeli, capogruppo di L’Aquila Coraggiosa. “C’è uno sguardo miope e di non responsabilità di Biondi, Marsilio e Romano. Quest’ultimo nel Consiglio di lunedì sulla sanità si è comportato più da Commissario che da Manager. Si stanno raggiungendo livelli di attaco feroce, vuol dire che abbiamo colto nel segno. Valuteremo”, ha aggiunto, “profili che potrebbero essere oggetto di denuncia querela nei confronti della consigliera Del Beato”.Biasimo nei confronti “dell’atteggiamento del direttore generale della Asl, che esercita un ruolo politico come fosse parte della giunta Marsilio senza dimostrare terzietà” è stata espressa da Enrico Verini, di Azione. “Bisogna ristabilire l’etica della responsabilità nella vita e nella politica”, ha aggiunto. “Ho ricevuto segnalazioni di cittadini che si sono visti rimandare gli esami del sangue perché mancano i reagenti, segno di un ospedale a pezzi.”

“Noi crediamo in una politica che renda partecipe i cittadini, i quali non devono essere esclusi. La partecipazione non si deve solo chiedere ma si deve praticare”, ha detto Gianni Padovani di 99 L’Aquila.“La salute non è del centrosinistra ma di tutti e il sindaco deve anche dibattere se c’è bisogno”, ha aggiunto Paolo Romano di Italia Viva.

“Siamo a fine legislatura Marsilio e ora bisogna fare non un bilancio preventivo ma un rendiconto fra le promesse e ciò che è stato realizzato. I cardini del suo programma erano: riduzione mobilità, liste di attesa, carenza del personale e invece su questo abbiamo ancora un saldo negativo, dai dati oggettivi che ci riporta la Cgil. In particolare c’è un problema di concorsi, per esempio il concorso per il personale amministrativo bandito nel 2020 ad oggi dopo 4 anni ancora non vede la luce” conclude Romano.“L’atteggiamento di Biondi è stato da oppositore e non da governatore, in seguito alla sua grave assenza al Consiglio scorso”, ha detto Stefania Pezzopane del Pd.

“Oggi i medici vengono additati come avidi e non si capisce perché se questi medici che vengono colpiti individualmente – siamo a livello di gogna – quando invece ci sono delle leggi che andrebbero applicate ma ciò non avviene. I governi di centrosinistra hanno cambiato la linea che continuava a tagliare fondi trasferiti alle Regioni. I medici oggi invece stanno facendo una battaglia per il territorio e se il loro plafond è basso, sarà altrettanto basso il plafond delle case di comunità. Sul tempo presente continueremo a difendere la città e la sanità pubblica, non credano di azzittirci con i loro comunicati stampa”.“Potremmo dire la pezza è peggiore del buco”, ha detto Alessandro Tomassoni de Il Passo possibile. “Un manager che per settimane non riceve sindacati e gente comune sfuggendo al confronto, poi nel momento in cui viene in Consiglio nell’ora di intervento concessogli, ci parla mezz’ora di dati inesatti e l’altra mezz’ora del suo curriculum, con un evidente autoreferenzialità, e già questo è un ossimoro piuttosto indicativo vista la situazione critica in cui versa il San Salvatore”.“Prendiamo atto che tutto va bene secondo loro e anche per la politica che li ha nominati”.

“L’unica speranza di cambiamento”, ha aggiunto Tomassoni, “è affidata alla nuova governance regionale di centrosinistra che si insedierà l’11 marzo, si ha necessità di scelte oculate e che tutelino davvero, su tutti il sacrosanto diritto alla salute, gravemente vilipeso soprattutto nella Asl aquilana, dove una gestione ragionieristica dei suoi vertici troppi danni ha creato e sta creando alla sanita cittadina e del territorio, e ciò, purtroppo, sotto gli occhi di tutti”.

Pietrucci: Dalla mala gestione sanitaria di Marsilio & co. non si salva nessuno: anche i diabetici sono colpiti da inefficienze e disservizi.

È triste e doloroso tornare a denunciare l’ennesimo crudele accanimento che si abbatte sui pazienti e sui cittadini aquilani alle prese con la sanità locale.

Questa volta la dolorosa segnalazione viene da persone affette da Diabete di tipo 1 e 2 (quindi praticamente tutti, compresi anziani e bambini!) e dai familiari che li assistono.

Le modalità di distribuzione dei medicinali utili e indispensabili alla terapia dei diabetici viene fatta con ritmi assurdi. 

Si possono ritirare solo quattro giorni a settimana: per 3 giorni l’orario di apertura è dalle 10.00 a mezzogiorno e in questa fascia oraria vengono servite una ventina di persone. Nel quarto giorno l’orario d’apertura dello sportello è di 1 ora (una sola ora!) dalle 15.00 alle 16.00: un tempo in cui vengono servite al massimo quindici persone.

Chi non riesce ad essere servito…deve tornare nei giorni successivi!

Come se non bastasse, gli spazi di attesa sono all’aperto, senza neanche un riparo, una panchina, un po’ di sedie, esponendo i poveri utenti – durante l’attesa – a sopportare pioggia e freddo.

Naturalmente questo vergognoso trattamento in tutto l’Abruzzo è attuato solo all’Aquila!!!

Nel Consiglio comunale di lunedì scorso è stata denunciata la terribile situazione dell’ospedale e della sanità aquilana: liste d’attesa agghiaccianti che richiedono mesi o anni per esami diagnostici, carenze di personale, strutture inadeguate, mancate prestazioni, fuga di pazienti fuori regione (per chi ha soldi per permettersi di curarsi altrove), medici di famiglia non sostituiti nei Nuclei di Cure Primarie, un impoverimento della Sanità pubblica che trasforma la salute in un diritto solo per ricchi!

E invece di riconoscere questa situazione e porvi rimedio, il Sindaco dell’Aquila è scappato, assentandosi dal Consiglio. E il Direttore generale della ASL1 ha detto sfacciatamente che va tutto bene!

Fra qualche tempo, per fortuna ci sarà un nuovo governo regionale che metterà mano seriamente al bisogno di salute degli aquilani.


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