Sanità, i sindacati dei medici: “Irrisolto il nodo dei nuclei di cure primarie”

La nota di Fimmg, Smi, Snami e Cgil: "La Asl dell’Aquila non procede nelle sostituzioni dei medici di famiglia andati in pensione. Oggi con questi tagli si rischia di ridimensionare le uniche strutture sanitarie di prossimità di cui dispongono i cittadini"

di Redazione | 17 Settembre 2022 @ 18:59 | SALUTE E ALIMENTAZIONE
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L’AQUILA – “Nonostante la mobilitazione di medici e lavoratori dei nuclei di Cure primarie nello scorso mese di aprile, tuttora la Asl dell’Aquila non procede nelle sostituzioni dei medici di famiglia andati in pensione all’interno dei Nuclei. Dopo le prime sostituzioni, deliberate in base all’atto dirigenziale del 04/04/2022, il meccanismo concordato con le organizzazioni sindacali si è di nuovo bloccato, con la motivazione che i nuclei, e in particolare quelli della città dell’Aquila, sarebbero sovradimensionati in quanto il bacino di utenza di alcuni di loro supera i 15.000 assistiti”. Lo comunicano il segretario provinciale Fimmg Vito Albano, il segretario provinciale Smi Guido Iapadre, il segretario provinciale Snami Raffaele Giorgi e il segretario provinciale Cgil Francesco Marrelli.

In realtà la deroga a questo limite è prevista, nella nostra Asl è stata sempre applicata fin dalla istituzione stessa dei Nuclei e soprattutto è applicata tuttora nelle altre ASL della nostra Regione – proseguono i rappresentanti sindacali in una nota congiunta -. Nella Asl di Pescara ad esempio ci sono Nuclei con bacino di utenza fino a 24.000 assistiti. Nuclei più grandi servono per garantire a più utenti i servizi assicurati dai medici di famiglia che operano in gruppo: assistenza medica H12, accoglienza e attività di sportello H12, assistenza infermieristica H6. Attraverso questi servizi – si legge ancora – in 16 anni di attività i Nuclei di Cure Primarie hanno svolto un ruolo fondamentale nella continuità assistenziale dei pazienti, nella presa in carico dei più fragili, nella riduzione degli accessi impropri al Pronto Soccorso degli ospedali. Oggi con questi tagli si rischia di ridimensionare le uniche strutture sanitarie di prossimità di cui dispongono i cittadini, proprio nel momento in cui la riorganizzazione della rete di assistenza territoriale è uno dei primi obiettivi di riforma previsti dal Pnrr. Le organizzazioni sindacali dei Medici di Medicina Generale (Fimmg-Smo-Snami) e la Cgil provinciale in rappresentanza dei lavoratori dei Nuclei di Cure Primarie mantengono pertanto lo stato di agitazione sino allo sblocco della vertenza attraverso l’applicazione coerente e immediata dell’atto dirigenziale della Asl dell’Aquila e invitano i cittadini a sostenere questa fondamentale lotta per il mantenimento e il potenziamento della Medicina del Territorio nella Provincia dell’Aquila”.

 


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