Sanità e voto sardo, si accende lo scontro politico in Abruzzo

di Redazione | 29 Febbraio 2024 @ 07:14 | VERSO LE ELEZIONI
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L’AQUILA – Il post-voto della Sardegna continua a far discutere ma ad alimentare il dibattito politico nel capoluogo di Regione, è anche il tema della sanità. “Da parte nostra non c’è alcun timore, anzi: c’è la consapevolezza dell’importanza dell’Abruzzo e, dopo la Sardegna, di un’Italia che guarderà con grossa attenzione quello che succederà qui, che sarà centrale in termini politici e di narrazione”. A dirlo all’agenzia Dire è stato il senatore abruzzese di Fratelli d’Italia ed ex assessore della Giunta Marsilio, Guido Liris, in merito alle elezioni regionali in Abruzzo.

“Noi partiamo dal lavoro eccezionale del governo Marsilio, di cui mi posso vantare di essere stato assessore per quattro quinti del suo mandato- ha ricordato Liris- Oggi vogliamo raccogliere i frutti di questo lavoro insieme agli uomini e alle donne che hanno deciso di appoggiarci, che in termini professionali, qualitativi e a livello politico sapranno fare la differenza”. Per il senatore “il presidente Marsilio ha una storia politica importante alle spalle e ha dimostrato di avere u peso specifico eccezionale a livello di ‘stanze romane’, che ha fatto e può fare ancora la differenza in termini di infrastrutture, progetti e finanziamenti di cui la Regione Abruzzo può fruire”. Ora, ha concluso Liris, “con ottimismo si guarda al 10 marzo, sapendo che le due partite, Sardegna e Abruzzo, non sono assimilabili né per il modo in cui nasce la candidatura né per il tipo di governo alle spalle nei cinque anni precedenti. Le passerelle di Conte e Schlein su manganellate e altre elezioni regionali non attaccheranno, gli abruzzesi vogliono ascoltare proposte e progetti per il loro territorio”.

Centrosinistra ringalluzzito e fiducioso dopo il voto nell’isola. “Dopo la Sardegna nel centrodestra sono terrorizzati, ogni assessore ora sembra affetto da un ‘movimentismo riparatore’, sembrano tanti Gianburrasca perché sanno che devono recuperare cinque anni in dieci giorni”. Queste le parole all’agenzia Dire del deputato del Partito democratico, Luciano D’Alfonso, in merito alle elezioni regionali in Abruzzo del prossimo 10 marzo.

A sfidare il governatore uscente Marco Marsilio sarà, per il campo ‘larghissimo’ di centrosinistra, Luciano D’Amico, già rettore dell’Università di Teramo e presidente di Tua, l’azienda del tpl pubblico abruzzese. “Il nostro candidato è un Prodi riuscito, ha grande competenza, una parola convincente e mai barcollante, ha alle spalle lavori fatti, risanamenti veri e gestioni riconosciute- ha commentato D’Alfonso- Chi lo conosce lo adora, chi non lo conosce lo vuole conoscere. Marsilio invece è acciaccato, la sua estraneità all’Abruzzo lo rende incoerente, non ha ancora imparato il territorio regionale: basti ricordare che ha dato 14 milioni al Napoli Calcio pensando di aiutare così tutti i club dilettantistici abruzzesi”.

Senza parlare, ha proseguito il deputato dem, “del tuffo alle Naiadi che ha ricordato il petto gonfio del capo del ventennio, spiegando di averlo fatto per garantire che la piscina sarebbe stata resa idonea: peccato che poi non è accaduto nulla, se non il sequestro. L’unica attenzione che ha attirato è stata infatti quella giudiziaria, come dimostra anche la sanità”.

Torto (M5S): Cittadini non voteranno un console romano

“Mi aspetto che da parte degli abruzzesi ci sia la stessa volontà che hanno avuto i sardi, che hanno deciso di dare fiducia a una sarda: lo stesso faranno loro con un abruzzese. Qui si tratta infatti di una questione molto sentita, Marsilio è visto un po’ come il console romano di Meloni, mentre dall’altra parte c’è un candidato nato, cresciuto e che ha vissuto in Abruzzo, che sa quali sono le criticità e le problematiche del territorio”. Lo ha detto all’agenzia Dire la deputata del Movimento Cinque Stelle, Daniela Torto, in vista delle elezioni regionali in Abruzzo del prossimo 10 marzo. “Io ho visto la questione sarda come la vittoria di un popolo che non si è fatto imporre niente dall’alto, e spero che l’Abruzzo faccia lo stesso. Respiriamo molto entusiasmo sia da parte del candidato presidente che da parte dei cittadini, dalla Sardegna è arrivata una buona ventata che possiamo replicare in Abruzzo- ha commentato Torto- Noi siamo in crescita come M5S e all’inizio della campagna elettorale non era così, questo vuol dire che anche il nostro elettorato di fiducia è molto sul pezzo e questo ci fa ben sperare”.

All’Aquila Biondi passa al contrattacco sul tema sanità

“Mentre continua la strumentalizzazione da parte del centrosinistra e di alcuni sindacati politicizzati sulla sanità, è bene che chi ha amministrato prima di noi risponda ad una serie di domande che non gli rivolge il sindaco dell’Aquila o il centrodestra ma i cittadini, perché se il settore ha delle criticità che nessuno vuole negare è bene chiarire a quali scelte siano da imputare”.

È quanto ha affermato ieri il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

“È vero o no”, chiede il primo cittadino, “che il governo di Luciano D’Alfonso e Silvio Paolucci ha bloccato al 20% il turnover del personale alla Asl dell’Aquila? È vero o no che nell’atto di riordino della rete ospedaliera, D’Alfonso sdoppiò la centrale operativa del 118, nonostante i finanziamenti della solidarietà dedicati esclusivamente al capoluogo? È vero o no che la giunta regionale di centrosinistra ha bloccato l’edilizia sanitaria pubblica immobilizzando centinaia di milioni di euro, orientando le proprie scelte verso un project financing? È vero che Paolucci ha garantito la disponibilità della Regione a coprire con il proprio bilancio le rate di canone per un importo di circa 18 milioni di euro a partire dal 2021, quindi scaricando sulla legislatura successiva i costi di questa spericolata operazione? È vero o no che la delibera che istituisce il Dea di II livello per Chieti-Pescara viene approvata dalla giunta D’Alfonso, mentre quella che commissiona lo studio per un’ipotesi di Dea di II livello per L’Aquila, viene approvata in calcio d’angolo, per porre rimedio alla precedente, solo pochi giorni prima che fossi eletto sindaco, il 6 giugno 2017 con Lolli vicepresidente della Regione?”.

“Dopo che il centrosinistra si renderà protagonista di una, in questo caso davvero, operazione-verità, allora avrà diritto di tribuna nel parlare di tutela della salute”, fa osservare Biondi, “perché queste decisioni sono state assunte dalla giunta regionale D’Alfonso nel silenzio del suo vicepresidente, Giovanni Lolli, del sindaco che mi ha preceduto, dell’allora consigliere di maggioranza Pietrucci, della parlamentare Pezzopane, della Cgil e del sindacato dei medici”.

“Dov’erano – perché non ho sentito alcuna obiezione – quando si perpetrava l’attacco più importante che sia mai avvenuto in Abruzzo sulla sanità pubblica?”, prosegue il sindaco.

“Dalle risposte a ciascuna delle domande che ho posto, è evidente come la carenza di personale a cui sino ad oggi abbiamo assistito, gli annosi ritardi nell’avvio dei lavori della centrale unica del 118 che oggi abbiamo finalmente sbloccato o lo stop ai programmi di sviluppo di edilizia sanitaria, siano imputabili ad una e una sola parte politica”, conclude Biondi, ricordando come “oggi, grazie alla credibilità del presidente Marsilio e del centrodestra abbiamo voltato pagina approvando il nuovo piano della rete ospedaliera e facendo ripartire gli investimenti nelle infrastrutture e nelle strumentazioni”.


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