Sanità, Abruzzo: conti bocciati e rischio commissariamento

L'allarme del vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari

di Redazione | 14 Dicembre 2021 @ 13:10 | POLITICA
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PESCARA – La sanità abruzzese sempre nell’occhio del ciclone del dibattito politico. “I conti della sanità abruzzese incassano un’altra bocciatura da parte del Tavolo di monitoraggio ministeriale”. E’ quanto dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari commentando quanto ventilato dalla stampa e che si riferisce alla riunione di ieri nel corso della quale ci sarebbe stata la bocciatura dei conti della sanità abruzzese.

“Se fosse confermato – sottolinea Pettinari che è in attesa di leggere gli atti ufficiali – si tratterebbe di una notizia estremamente preoccupante ma non del tutto inaspettata. La sanità abruzzese quindi, continua  a soffrire nonostante i maggiori trasferimenti dello stato di decine di milioni di euro e malgrado la ridotta erogazione di migliaia di prestazioni sanitarie (come le specialiste ambulatoriali) e una mobilità passiva in crescita durante la pandemia, registriamo la chiusura del terzo trimestre con un deficit di oltre 100 milioni di euro. Stando così le cose ci troveremmo nell’anticamera di un nuovo commissariamento. Inoltre, sempre stando alle indiscrezioni di stampa e come del resto avevo preventivato, la Regione Abruzzo dovrebbe rientrare dal debito entro i primi mesi del 2022. Come raggiungere questo incombente obiettivo? Tagliando la spesa farmaceutica? O le spese sanitarie aggiuntive? O rischiamo di assistere ai tagli relativi al personale dipendente o addirittura ai presidi sanitari per disabili? A questo punto chiediamo con forza all’assessore Verì e al presidente Marsilio di riferire urgentemente in Aula sugli esiti del Tavolo di monitoraggio ed eventualmente su cosa intende fare la Regione per scongiurare un altro commissariamento della Sanità che si tradurrebbe in tagli lineari a scapito della salute dei cittadini. Il quadro è reso ancora più fosco dalla recente sentenza della Corte Costituzionale che rappresenta davvero una brutta tegola per il Bilancio regionale con la richiesta di restituire il debito strutturale in 10 anni anziché in 20. Un debito – conclude Pettinari – neanche a dirlo, in buona parte sanitario”.


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