San Salvatore, la richiesta: “serve personale urgente nei reparti dialisi”

di Alessio Ludovici | 29 Gennaio 2022 @ 06:10 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Una grave carenza di personale nei reparti dialisi del San Salvatore, è la denuncia di Bruno Cotellessa, referente aquilano dell’Aned, l’associazione nazionale emodializzati, che ha inviato una nota alla stampa e alla direzione sanitaria della Asl. 

“Sono circa 110 i pazienti che si sottopongono ad emodialisi nel reparto dell’ospedale S. Salvatore
dell’Aquila” spiega nella nota Cotellessa. 
“L’emodialisi è un trattamento salva vita necessario ai pazienti affetti da insufficienza renale cronica e
normalmente viene effettuato tre volte a settimana per la durata di quattro ore. È un trattamento che può aver termine solo se il paziente viene sottoposto a trapianto renale. Alcuni pazienti possono essere sottoposti ad emodialisi anche per quindici o venti anni. Il trattamento cerca di sostituire in parte la funzione renale attraverso una macchina che filtra il sangue del malato purificandolo da elementi tossici ed eliminando i liquidi in eccesso. Durante il trattamento il paziente deve essere tenuto sotto controllo in quanto può accadere che ci sia il rischio di emorragie, cali di pressione, crampi ed altri gravi inconvenienti. Proprio per questo per poter essere accreditato un centro dialisi deve necessariamente godere della presenza di un medico e di personale infermieristico in un rapporto di un infermiere ogni tre pazienti.”

Il problema: pochi infermieri divisi tra dialisi covid e ordinaria

“Da diverso tempo nel reparto dialisi dell’ospedale dell’Aquila tali prerogative non vengono rispettate mettendo a grave rischio la salute dei pazienti. A causa dell’emergenza pandemica è stato aperto un reparto dialisi specifico per malati covid, ciò ha di fatto significato aver raddoppiato i turni dei pazienti senza però aver integrato il numero degli infermieri. È da tempo che in turni in cui sono presenti circa venticinque pazienti ci siano in servizio solo tre o quattro infermieri, inoltre i pazienti sono spesso dislocati in diverse stanze, ciò rende oltremodo complessa la possibilità di comunicazione con il poco personale presente in reparto. Questa situazione è devenuta insostenibile. Non è possibile che persone già duramente provate nella salute si ritrovino in una situazione di disagio e di insicurezza. La pazienza dei pazienti è finita. Nessuno chiede un ospedale d’oro o di lusso ma solamente che le normative vengano rispettate.”

A L’Aquila Blog Cotellessa specifica che il problema è urgente e aggravato anche dal fatto che nel reparto non covid sono dislocati in più stanze e può capitare che i pazienti siano costretti a chiamare gli infermieri con il campanello. La richiesta dell’Aned è di potenziare il personale del reparto, una richiesta che Cotellessa definisce “urgente, perché la situazione sta diventando insostenibile sia per i pazienti che per il personale presente”. Difficoltà che erano state già rappresentate dalle sigle sindacali nelle scorse settimane. 


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