San Quinziano, la chiesa puntellata ancora in progettazione

di Cristina D'Armi | 03 Aprile 2021 @ 06:30 | ATTUALITA'
chiesa di San Quinziano
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L’AQUILA – La chiesa di San Quinziano, anche nota come Chiesa di San Pietro di Sassa o di San Biagio, è situata nel quarto di San Pietro e, da ormai 12 anni, è inagibile e rinchiusa in una gabbia di puntelli.

Il distaccamento della facciata dalla struttura principale e le gravi lesioni riportate su tutta la parete laterale sono evidenti ad occhio nudo.

A seguito del terremoto del 6 aprile 2009 la chiesa ha subito danni di grave entità, tra cui meccanismi di collasso che hanno interessato la cella campanaria che è scivolata al suolo, oltre agli evidenti fuori piano sulla parte sommitale della facciata con situazioni prossime al crollo.

Sul sito di Open Data Ricostruzione, l’edificio rientra nella  ricostruzione privata.  Per la realizzazione dei lavori è stato richiesto e finanziato 1milione 417mila e 189 euro, di cui erogati 0.

La facciata, quadrangolare in conci di pietra, è suddivisa in due ordini da una sottile cornice marcapiano. La parte inferiore è a sua volta divisa, mediante lesene, in tre settori di cui il centrale presenta il portale maggiore. L’ordine superiore è caratterizzato da una finestra circolare in asse con il portale. Alla destra della facciata vi è una massiccia struttura quadrangolare che costituiva il basamento di una torre campanaria con terminazione a cuspide. L’odierno campanile, invece,  è a vela e risulta di  dimensioni ridotte rispetto al precedente. L’interno presenta un’aula unica, ed è suddiviso però in due ambienti: la navata ed il presbiterio, l’uno disposto sull’asse longitudinale e l’altro sull’asse trasversale. Un gioco di paraste movimenta l’ambiente, creando  quattro finte cappelle che si alternano con le finestre. Il vano è chiuso in altezza da un cornicione su cui poggia un soffitto ligneo d’ispirazione barocca.

La chiesa di San Quinziano

fu edificata  dagli abitanti del castello di Pile. Per alcuni l’edificio risale intorno al 1266, per altri, invece, al XIV secolo, periodo più verosimilmente per lo stile romanico aquilano della facciata. L’edificio religioso subì gravi danni anche in seguito ai terremoti del 1461, in seguito al quale  fu decorata per mano di Francesco da Montereale,  e del 1703 quando, dopo la demolizione della facciata, fu ricostruita con lesene angolari e un coronamento moderno. Nel 1709 la chiesa ricevette il titolo dalla vicina chiesa di San Pietro di Sassa completamente distrutta dal sisma. 


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