Salute mentale, per L’Aquila la proposta di una Consulta permanente

di Alessio Ludovici | 30 Gennaio 2024 @ 05:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Confronto in terza commissione consiliare, ieri a Palazzo Margherita, sulla situazione della salute mentale in città. Un ciclo di audizioni che continuerà venerdì, sempre in commissione Politiche sociali. Convocata dal presidente Fabio Frullo su richiesta di Simona Giannangeli e altri, la commissione ieri ha ascoltato alcuni dei soggetti che si occupano di salute mentale in città. Tra gli interventi quello di Alessandro Sirolli, vicepresidente dell’associazione 180amici, che ha ricordato come L’Aquila sia stata una città anche virtuosa sul tema tra gli anni ’80 e ’90 e oggi sta perdendo quel servizio territoriale forte che l’aveva caratterizzata.

Il professor Massimo Casacchia ha sottolineato il malessere di studenti e dei più giovani chiedendo posti di aggregazione in città e attenzione alle periferie. La Asl quindi, rappresentanta da Maria Pia Legge, direttrice del Dipartimento di Salute mentale della Asl e da Paolo Stratta, direttore della Uoc Psichiatria Adulti. A chiudere, quindi, gli interventi della professoressa Rita Roncone e di Paola Federici di Cittadinanzattiva. Tra i consiglieri gli interventi di Emanuela Iorio ed Enrico Verini, mentre per la giunta c’era l’assessore Manuela Tursini che ha fatto il punto sulle azioni già messe in campo dal Comune.

Diverse le criticità segnalate dalla Asl che comunque si è detta disponibile a costruire una Consulta permanente sulla salute mentale per costruire degli obiettivi realizzabili in particolare sull’integrazione socio sanitaria.

La dottoressa Legge ha sottolineato la necessità di sportelli di prossimità per permettere ai cittadini di parlare del loro disagio. Tra le fasce più a rischio l’età evolutiva, settore segnato da diversi problemi. “Siamo in pochi – ha esordito la Legge – e le emergenze-urgenze sono aumentate. C’è difficoltà a ricoverare in degenza ordinaria perché non abbiamo le comunità terapeutiche”. Insomma, la necessità è quella di avvicinarsi al cittadino anche attraverso gli strumenti, come le Case di Comunità, pensate nell’ambito del sistema sanitario.
Paolo Stratta si è concentrato sul problema degli adulti. La Uoc di settore ha a che fare con quattro Csm, tre strutture riabilitative, una Rems, 12 strutture abitative. I numeri dei Tso, ha rilevato Stratta, è stabile negli ultimi anni, intorno ai 75 annui casi su base provinciale, una ventina nell’aquilano. In grande aumento, invece, gli utenti che hanno avuto accesso ai Csm. Segnale di un aumento di un disagio diffuso ma anche di una cresciuta disponibilità ad accedere a questo tipo di cure sanitarie. Lo stigma sociale rispetto alla salute mentale però è ancora molto forte e su questo Stratta ha invitato a lavorare. Anche qui ci sono criticità, a partire dal numero di infermieri e di tecnici della riabilitazione.


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