Rossi (Cultura rurale): “Politica ambientale che distrugge invece di tutelare”

Il coordinatore regionale dell'associazione per la promozione della cultura contadina: "Si spera che i politici impegnati sotto campagna elettorale abbandonino i palcoscenici, gli studi televisivi e si facciano accompagnare dai contadini a visitare il territorio italiano al fine di rendersi conto dei veri problemi del nostro tessuto sociale"

di Redazione | 17 Settembre 2022 @ 19:38 | AMBIENTE
fiumi
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L’AQUILA – “Spero che la politica abbia capito che ci vuole più conoscenza del territorio, e che non serva fare spettacoli da baraccone, ci vuole vicinanza e conoscenza dei problemi della società. La tragedia delle Marche spero faccia riflettere tutti i politici impegnati nella campagna elettorale e la smetta volare alto e di pensare troppo alla politica estera tralasciando i problemi sono molto in basso”. A dirlo è il coordinatore regionale dell’associazione per la cultura rurale Dino Rossi

“Ci sono forze politiche che hanno preso i consensi elettorali per la tutela dell’ambiente, ma stando ai fatti, per l’ambiente non hanno fatto nulla, anzi hanno ostacolato gli interventi che i contadini facevano sul territorio e oggi piangiamo le vittime – prosegue Rossi nella sua nota -. Ci si augura che la magistratura si svegli e inizi a mandare avvisi di garanzia a chi, fino ad oggi, ha tutelato solo la poltrona barricandosi dietro immagini emotive di animali; secondo i ‘sacerdoti’ dell’ambiente non si possono toccare i letti dei fiumi, in quanto si va invadere l’ecosistema. Tutta politica per prendere i consensi elettorali da cittadini metropolitani, ignoranti di come va gestito un territorio, di come vanno gestiti gli alvei dei fiumi perenni e quelli stagionali”.

“Inutile dare le colpe ai cambiamenti climatici, gli eventi calamitosi ci sono sempre stati, basta osservare il nostro territorio pieno di alvei stagionali che si gonfiano di acqua quando arrivano piogge torrenziali facendo diventare tutti affluenti non solo di acqua, ma portano a valle piante e detriti nei fiumi principali – aggiunge Rossi -. Questi fiumi una volta gonfi di robaccia incontrano ponti sottodimensionati costruiti secondo indicazioni al fine di avere meno impatto ambientale. I fiumi si tappano quando incontrano questi ponti dentro, esondano facendo salire acqua e fango nei piani superiori, dove vivono gli ambientalisti metropolitani. L’incuria di questi alvei stagionali per colpa di una politica ambientale sciocca e ostruzionistica, che per i consensi mette avanti gli uccellini e non i veri problemi, e ora andiamo incontro a quello che è successo in Campania, in Sardegna, in Liguria e ora nelle Marche”.  

“Tanto per ricordare: una volta negli alvei arrivavano i pascoli, i contadini tagliavano le piante, intervenivano anche con opere di contenimento e sbarramento, costruivano le briglie per rallentare la corsa delle acque,  con i detriti ci costruivano ponti, strade e case – aggiunge ancora Rossi -, favorendo lo scorrimento delle acque, tutti lavori manuali, oggi con i mezzi meccani a disposizione, scavatori, ruspe e draghe questi lavori non si fanno per colpa dei ‘sacerdoti’ dell’ambiente e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Si spera che i politici impegnati sotto campagna elettorale abbandonino i palcoscenici, gli studi televisivi e si facciano accompagnare dai contadini a visitare il territorio italiano al fine di rendersi conto dei veri problemi del nostro tessuto sociale”.

 


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