Romano (Italia Viva): in consiglio il clima e l’humus dove proliferano i disastri della collettività

di Redazione | 16 Maggio 2020, @09:05 | POLITICA
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L’AQUILA – Un consiglio comunale, in videoconferenza, infruttifero quello di ieri, attaccato duramente dalle opposizioni dopo che è venuto a mancare il numero legale che non ha garantito la validità della seduta. 

Il commento a fine giornata del consigliere Paolo Romano (Italia Viva) che si è visto rinviare la discussione sull’ordine del giorno avente ad oggetto “Misure per l’attivazione dell’edilizia scolastica” è stato lapidario. 

“Piano di abbattimento delle barriere architettoniche, Design for all, B&B for All, situazione dello scivolo per l’accesso dei disabili nella basilica di Collemaggio. Questi sono i temi di una mia interrogazione presentata al Consiglio Comunale il 6 maggio 2019. Oggi, 15 maggio 2020, un anno dopo, mi si concede l’occasione di discuterla. Le risposte date in aula sono state quelle dello studente che non ha studiato e che è costretto ad arrampicarsi sugli specchi.

Siamo al terzo anno di consiliatura, a due anni dal primo atto riguardante il PEBA e ancora non si riesce a nominare il gruppo di lavoro interdisciplinare comunale che dovrà dialogare con la pianificazione urbanistica e con la mobilità. La pianificazione di una città senza barriere architettoniche, attraverso un approccio progettuale inclusivo si può davvero realizzare solo a colpi di spot e senza atti consequenziali? Solo per dare un’idea: la deliberazione del 2018 stabilisce la realizzazione del PEBA in 710 giorni (quasi 24 mesi) dalla delibera di definizione di un gruppo di lavoro. Ora, dall’atto con il quale si sarebbe dovuto costituire il gruppo di lavoro sono passati già 24 mesi: quanto ancora si dovrà attendere per cominciare?

Ripetere la pappardella degli obiettivi e dei risultati a cui tendere non fa magicamente muovere la macchina comunale. E nel frattempo si continuano a realizzare lavori di manutenzione stradale o di arredo parchi non a misura di disabile. O di anziano. O di bambino.

Il design for all è un’importante innovazione; vero è che prima di realizzare qualcosa l’amministrazione dovrebbe decidere dove operare. È chiaro che una pianificazione può essere fatta solo dopo la redazione del PEBA. Che è fermo alla prima fase. La realtà più amara è che si cerca di nasconderlo. Sul B&B for All, progetto finanziato da Mediaset Friends mi riservo di fare un accesso agli atti che se non spiegherà le ragioni del ritardo, spero almeno fugherà il sospetto di aver perso il finanziamento.

E veniamo al famoso scivolo di Collemaggio: se ne occupò anche il Messaggero, dando voce alla legittima protesta partita da Massimo Prosperococco; ad oggi mi si è risposto che si stanno ancora valutando gli interventi da fare.

Vorrei essere più esaustivo, ma ancora non ho in mano la risposta scritta da parte dell’assessore al ramo che da regolamento sarebbe dovuta arrivare prima, e non dopo, il dibattimento in aula.

Ma questi sono il clima e l’humus dove proliferano i disastri della collettività”. Ha concluso sul suo profilo facebook.

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