Romano: “Contraddittoria diffida ai consorzi durante emergenza Coronavirus”

di Redazione | 12 Marzo 2020, @05:03 | ATTUALITA'
Paolo Romano
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L’AQUILA – “In questo momento non bisogna assolutamente confondere l’emergenza sanitaria attuale con una riflessione giusta che riguarda la ripresa economica della città. L’emergenza sanitaria ha imposto la chiusura dei cantieri, la ripresa economica tramite la ricostruzione deve e può ritornare al centro dell’agenda cittadina, ma oggi è il tempo della semina silenziosa e certosina, non delle diffide muscolari”.

Lo dice in una nota Paolo Romano, consigliere comunale di Italia Viva.

“Il sindaco vuole dare impulso all’economia della città attraverso la ricostruzione privata e lo fa diffidando 20 consorzi affinché inoltrino entro 15 giorni il progetto parte II: se da un lato il provvedimento in questione ci sembra ben poca cosa, dall’altro non si può che rilevare che la diffida arriverebbe ai presidenti di consorzio e agli studi tecnici in un momento drammatico e di grande smarrimento per la popolazione tutta”.

“L’impulso alla ricostruzione privata si otterrebbe invece attraverso una reale accelerazione del rilascio dei titoli edilizi”, fa osservare Romno. “La nostra proposta è quella di riunificare fin da subito i settori edilizia e ricostruzione privata mettendo in capo ad un solo assessore e ad un solo dirigente il processo. Ma ci sarebbe di più da fare. Bisogna sbloccare quei progetti strategici di natura pubblica che possono far girare l’economia e cambiare il volto della città. Per questo sarebbe opportuno oggi, senza perdere altro tempo, ricomprendere nella lista di opere nazionali che sta predisponendo il ministro De Micheli, per uno shock in grado di far ripartire l’economia, opere che beneficeranno di deroghe alle norme, alcuni progetti che L’Aquila aspetta: pensiamo alla costruzione della sede unica comunale, alla realizzazione dei progetti strategici di Viale della Croce Rossa, di Porta Leoni e Porta Barete, al ponte Belvedere”.

“Sulle scuole, altro grande obiettivo di questa collettività, abbiamo già uno strumento che dobbiamo usare, vale a dire le procedure negoziate tramite Provveditorato e Anac. Ragion per cui torniamo a richiedere che venga ritirata la delibera concernente l’accordo con Invitalia”.

“La sensatezza e la razionalità sono le uniche misure che la popolazione richiede in questo momento”, conclude Romano.


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