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Roio, “Fate qualcosa, aiutateci”: il vento riaccende il fronte

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"Fate qualcosa, aiutateci". L'appello arriva dalle montagne sopra Roio, dove il vento ha ricominciato ad alimentare alcuni focolai residui dell'incendio che da due settimane interessa il massiccio tra Lucoli e L'Aquila.

L’AQUILA – “Fate qualcosa, aiutateci”. L’appello arriva dalle montagne sopra Roio, dove il vento ha ricominciato ad alimentare alcuni focolai residui dell’incendio che da due settimane interessa il massiccio tra Lucoli e L’Aquila.

Dopo una mattinata che lasciava sperare in un progressivo contenimento del rogo e il ritorno in volo dell’elicottero antincendio, la situazione è tornata a destare preoccupazione nella zona di Macchia Grande, sopra Pietra Pidocchiosa, tra il rifugio di Ciniglio e il crinale di Campoli.

A lanciare l’allarme sono ancora una volta cinque volontari di Roio, saliti spontaneamente sul fronte per verificare le condizioni del terreno. Le immagini mostrano un lungo tratto di montagna ancora fumante, con fiamme e numerosi punti caldi distribuiti lungo il pendio.

“Non lo so, io ho chiamato tutti. Fate qualcosa”, dice uno dei volontari mentre riprende il terreno che continua a sprigionare fumo. “È peggio di domenica” e domanica sappiamo come sono andate a finire le cose.

In mattinata era intervenuto anche un elicottero antincendio, tornato a effettuare lanci sulla zona. Ma, secondo i volontari, l’intervento aereo da solo non sarebbe sufficiente.

“Dopo che è passato l’elicottero ci vogliono persone che finiscono il lavoro, altrimenti è acqua sprecata. Se non c’è gente quassù è inutile. Ci sono altri punti nelle stesse condizioni”, racconta il volontario.

Nel frattempo il vento ha ripreso a soffiare sulla cresta. “Adesso sta cominciando a girare il vento”, aggiunge, mentre in alcuni punti tornano a comparire piccole lingue di fuoco. “Stanno aspettando laggiù il fuoco”, dice indicando il versante sottostante, con il timore che le fiamme possano riprendere ad avanzare.

L’incendio, che ha già interessato circa 1.600 ettari di pascoli e montagne, sembrava ormai avviato verso la fase conclusiva. Le immagini raccolte oggi confermano però quanto la bonifica resti una fase estremamente delicata: il fuoco continua a covare sotto la cenere e bastano il vento e le alte temperature per riattivare i focolai.

Ora né noi né chi si trova sul posto può avere il quadro complessivo delle operazioni. Non sappiamo se, nello stesso momento, squadre dei Vigili del Fuoco, della Protezione civile o altri operatori siano impegnati su altri versanti, come quello di Bagno, o in altre aree del vasto fronte dell’incendio. Quello che però documentano le immagini e le testimonianze raccolte a Macchia Grande è una situazione che continua a richiedere attenzione e un appello che merita di essere ascoltato.

Il dibattito, intanto, si sposta anche sul piano politico. Alle critiche mosse nei giorni scorsi da opposizioni, associazioni e realtà del territorio fanno da contraltare gli interventi di esponenti della maggioranza cittadina, tra cui la segretaria comunale di Fratelli d’Italia, Daniela Ianni, che invita a lasciare lavorare le autorità competenti.

Un principio sul quale è difficile non concordare. Proprio per questo, però, e alla luce delle immagini che arrivano è importante capire quali interventi siano stati effettuati o si intendono effettuare nelle diverse aree del fronte, con quali uomini e mezzi e soprattutto in quali tempi. Sono domande in fondo molto semplici.