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Roio, civili al lavoro anche nella notte: “Il fronte verso Lucoli è chiuso”

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La notizia più importante della serata è che un tratto, il fronte verso Lucoli, sembra finalmente chiuso. "Il fronte lo abbiamo chiuso. Tutta la parte destra è chiusa"

L’AQUILA – La notte cala sulle montagne di Roio, ma il lavoro continua. Dopo una giornata trascorsa in stretto coordinamento con l’elicottero antincendio, che si è coordinato direttamente con i civili volontari a terra, sul fronte di Roio Piano a terra ci sono solo loro: i cittadini di Roio e alcuni gruppi locali di Protezione civile che hanno deciso di fargli da supporto con dei mezzi antincendio. La bonifica è quindi andata avanti anche dopo il tramonto.

La notizia più importante della serata è che un tratto, il fronte verso Lucoli, sembra finalmente chiuso. “Il fronte lo abbiamo chiuso” racconta Ferdinando. “Tutta la parte destra verso la Solagna che affaccia sul cimitero di Lucoli è chiusa. Facciamo un’ultima passata sopra la cresta ma pare che sia sotto controllo, non c’è niente che brilla”, racconta ancora. “Poi riscendiamo lungo il fronte e lo ribattiamo tutto quanto”.

Ma nessuno considera conclusa la battaglia.

Il coordinamento, ormai, passa anche da una semplice chat WhatsApp. Roio Piano, con le case affacciate sulla montagna, è diventato un centro operativo spontaneo. Chi è rimasto in paese osserva il fronte, individua i punti ancora fumanti e guida chi è in quota.

“Vi vedo, state scendendo”. Pochi minuti dopo arriva una nuova segnalazione: “Se scendete ancora un po’ c’è un piccolo focolaio isolato che forse vale la pena spegnere”.

La risposta arriva quasi subito dalla montagna. “Ci dirigiamo verso quei roghi. Ribattiamo tutto quanto. Intanto sta salendo un altro amico nostro, Flavio. L’ho mandato proprio su quei focolai”.

Dalla piana continuano ad arrivare aggiornamenti in tempo reale. “Vedo un’altra frontale muoversi e si sta smorzando uno dei punti fuoco”, scrive un altro, seguendo nel buio il movimento delle torce sulla montagna.

È un’immagine che racconta più di tante parole. Le case di Roio Piano sono diventate punti di osservazione e centri operativi dell’emergenza; le torce frontali che si muovono nel bosco sostituiscono le luci dei mezzi aerei rientrati alla base. Chi è rimasto in paese osserva, segnala, indirizza. Chi è in montagna cambia percorso, raggiunge un focolaio, lo ribatte con pale e battifuoco e riparte verso quello successivo.

Dopo oltre due settimane di incendio e circa 1.600 ettari di territorio percorsi dal fuoco, il fronte verso Lucoli sembra finalmente messo in sicurezza. Ma nessuno vuole pronunciare la parola “fine”. L’obiettivo è arrivare all’alba senza nuove ripartenze, domani altri gruppi si preparano per andare a fare la bonifica sulla linea del fuoco.