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Roio, 27 civili e un DOS sul fronte: l’incendio ora fa paura

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Ventisette volontari civili e un Direttore delle operazioni di spegnimento (DOS) presidiano il fronte di Roio, oggi il più delicato dell'intero incendio. Sul resto del dispositivo, tra il versante di Bagno e le linee di contenimento predisposte nel vallone verso Roio, operano invece un Canadair, 31 Vigili del Fuoco, 14 mezzi e 18 volontari del sistema di Protezione civile.

L’AQUILA – Ventisette volontari civili e un Direttore delle operazioni di spegnimento (DOS) presidiano il fronte di Roio, oggi il più delicato dell’intero incendio. Sul resto del dispositivo, tra il versante di Bagno e le linee di contenimento predisposte nel vallone verso Roio, operano invece 31 Vigili del Fuoco, 14 mezzi e 18 volontari del sistema di Protezione civile.

L’incendio continua infatti ad avanzare e ha ormai raggiunto la fascia boscata sopra il paese. I volontari civili sono schierati sul promontorio più a destra, quello che guarda verso Lucoli e Sassa, dove il fuoco interessa ancora prevalentemente la prateria d’altura. È lì che, armati di pale, zappe, flabelli e altri attrezzi manuali, cercano di contenere le riprese e di bonificare il terreno prima che le fiamme possano propagarsi ulteriormente.

Più a sinistra, nella boscaglia, è troppo tardi per intervenire e la situazione è invece molto più complessa. Qui la strategia è ormai quella di contenere l’avanzata del fronte più a valle, lungo la vecchia strada forestale di Ciniglio, dove Vigili del Fuoco e Protezione civile starebbero predisponendo una linea di contenimento nel tentativo di fermare l’incendio qualora raggiunga quel punto.

Il gruppo dei volontari civili, nato spontaneamente nei giorni dell’emergenza, è ormai organizzato come una vera squadra operativa. Turni, punti di ritrovo, movimenti pianificati e capisquadra con esperienze e che conoscono perfettamente la montagna. Tra loro ci sono appartenenti alle forze dell’ordine in quiescenza, ex forestali, alpinisti, agricoltori, impiegati e semplici cittadini. Il numero continua a crescere e si stanno già predisponendo i turni per garantire una presenza costante anche nei prossimi giorni.

Dopo l’incontro con il direttore della Protezione civile regionale Maurizio Scelli, il coordinamento con il dispositivo di soccorso è diventato diretto. I volontari insieme al DOS che si coordina che ha il compito di indirizzare i mezzi aerei sui punti più critici e quindi inviare le squadre dove necessario. La richiesta che continua ad arrivare dalla montagna, però, è sempre la stessa: servono più uomini sulla linea del fuoco, perché il lavoro di Canadair ed elicottero, senza un’azione capillare di spegnimento e bonifica da terra, rischia di non essere sufficiente.

Mentre il dispositivo istituzionale continua a lavorare tra il versante di Bagno e il vallone, sul promontorio di Roio la difesa della montagna è affidata a quei 27 volontari civili, coordinati dal DOS, che da giorni presidiano il fronte nel tentativo di impedire che il fuoco conquisti definitivamente il resto del versante.