Roghi, l’impegno delle associazioni di Protezione civile e l’appello: “iscrivetevi”

di Alessio Ludovici | 09 Agosto 2020 @ 06:40 | INCENDI
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L’AQUILA – Spesso, soprattutto durante le emergenze, non si riflette abbastanza sul contributo che le associazioni di Protezione civile offrono al territorio. Senza nulla togliere agli altri, ai vigili del fuoco, all’esercito o ai piloti dei canadair e cosi via, gli incendi si spengono a terra, e a terra in questi giorni c’erano e ci sono ancora, a bonificare l’area adesso, i volontari di protezione civile. Un contributo di uomini, competenze e mezzi importante. Uomini e donne addestrati nell’Antincendio boschivo, forniti di tutti i Dpi necessari per ogni scenario di crisi. Quando, in questi giorni, non sono stati impegnati nello spegnimento, hanno fornito assistenza logistica, sorveglianza e presidio di giorno e, soprattutto, la notte.

“Non sono stati due incendi facili”, ci racconta Andrea De Nuntiis, della Grisù di Scoppito, impegnata sia ad Arischia che a Pettino con diversi uomini ed il pickup munito di modulo antincendio. “Il terreno – spiega – era molto impervio e oltre che con l’incendio di chioma c’era quello del sottobosco, 20, 30 cm di muschi e aghi che rendevano anche il terreno scivoloso”. “E poi c’era una cosa con cui non avevamo mai avuto a che fare, le pigne infuocate, che cascavano dagli alberi, sono pericolose e in più ruzzolavano, riattizzando le fiamme molto più in basso”. Molte di quelle fumarole che abbiamo visto quando il rogo sembrava sotto controllo dipendono proprio da questo. La Grisù esiste dal 2004 ed è tuttora impegnata nelle operazioni di bonifica. “Ci sarà da vigilare per giorni e giorni – secondo De Nuntiis -. Ci sono molte cavità rocciose nella zona dei roghi, in queste, negli anni, si accumula materiale secco che ora è incendiato e può bruciare per giorni e far ricomparire il fuoco molto più lontano”. Su Pettino ed Arischia erano impegnate anche la Pivec e la Vapc, due storiche associazioni di Protezione civile, 26 e 24 anni di attività ciascuna. La Pivec, racconta Thomas Malatesta, ha messo a disposizione ben 6 squadre, quattro dall’Aquila più la cinofila e una squadra da Montorio. “Abbiamo fornito anche un mezzo Unimag, due vasconi e due cisterne, una da ben 31mila litri. “Non è stato facile – racconta anche lui .- Non è facile spegnere una pineta e il suo sottobosco”. Spesso si dà per scontato quello che fanno questi gruppi. “Non è un’attività semplice – racconta il presidente della Vapc di Pizzoli, Leonardo Bonamini -. Il mondo del volontariato è fatto di persone eterogenee, dal pensionato ai più giovani. Ognuno ha poi una sua vita, una sua professione da portare avanti, a volte può capitare anche di aver difficoltà a fare le squadre”. Vuole fare un appello Bonamini: “iscrivetevi, è importante iscriversi, soprattutto nel gruppo della propria zona di residenza”. Le cose da fare durante tutto l’anno sono tante, anche la Vapc durante i due roghi ha operato giorno e notte, sia allo spegnimento che nel supporto, con 8-10 squadre impegnate nel presidio notturno. “Comunque ci siamo dal ’94 e ne abbiamo viste tante di situazioni; ci siamo fatti tutta la campagna dei fuochi del 2007, il 2009, e siamo sempre a disposizione”.

Sull’Aquila città i gruppi di Protezione civile sono nati quasi tutto dopo li sisma ma la presenza va sicuramente rafforzata. E’ un servizio che si fa alla comunità quello del volontario di Protezione civile, con tanti sacrifici, in termini di fatica e di tempo ma sono sacrifici ben ripagati dalla soddisfazione per quello che si fa. Non mancano anche i sacrifici economici, che i volontari fanno senza pensarci, ma i rimborsi per il carburante e le attrezzature non sono immediati e possono arrivare dopo anni. Non abbiamo potuto ascoltarle tutte, Prociv Arci Tempera, Proloco di Coppito, Gran Sasso Soccorsi e altri, magari però lo faremo nei prossimi giorni, a tutte, in ogni caso, va certamente il ringraziamento dei cittadini aquilani.


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