Roccaraso, tappa impegnativa per il Giro E con biciclette a pedalata assistita

L’ultima tappa ha visto la partecipazione anche di due corridori aquilani:  Mario Di Gregorio e Fabrizio Iannini

di Cristina D'Armi | 13 Ottobre 2020 @ 06:34 | EVENTI
Print Friendly and PDF

ROCCARASO – Tappa impegnativa la Caramanico terme – Roccaraso del Giro E, l’evento sportivo delle biciclette con pedalate assistita il cui percorso è lo stesso disegnato per il Giro d’Italia, cambiano solo la località di partenza di tappa. Il Giro E si snoda in 20 tappe che hanno un chilometraggio giornaliero che puo variare dai 70 ai 115 km.

L’ultima tappa ha visto la partecipazione anche di due corridori aquilani:  Mario Di Gregorio e Fabrizio Iannini della Asd Ciclo Cral con la squadra RCS capitanata dal famoso Moreno Moser. Iannini e Di Gregorio, nonostante il meteo avverso, hanno pedalato su Piano Aremogna: il secondo arrivo in salita del Giro-E 2020, dopo l’Etna. 1650 metri d’altezza, 9,6 chilometri di lunghezza, 5,7 per cento di pendenza media, con una punta del 12 nell’ultimo chilometro. 

 “Sono distrutto ma contento, perché alla fine era una tappa mitica, con condizioni climatiche estreme. Sono congelato. Mi ha ricordato le giornate dure della mia carriera, al Giro d’Italia, come a Corvara, una giornata tremenda”. Così Max Lelli,  primo nella sfida tra capitani a tagliare il traguardo.

In queste prima tappe hanno partecipato anche atleti diabetici, un modo per incoraggiare tutti i malati a fare sport. “Si puo e si deve” commenta  Fulvio Ferrara, direttore del dipartimento di medicina di Laboratorio del Centro Diagnostico Italiano, partner ufficiale del giro d’Italia che effettua i tamponi anti Covid previsti per l’organizzazione e gli atleti. Durante la gara è stato constato che il consumo di insulina degli atleti diabetici è inferiore alla media di coloro che non fanno attività sportiva intensa.

Nonostante il maltempo e la situazione Covid, l’evento ha riscosso grande successo. “Nessun DPCM, tranne che nel periodo di lockdown, ha frenato l’attività sportiva. Perché rafforza il sistema immunitario”, conclude Ferrara.


Print Friendly and PDF

TAGS