Ristoratori in protesta: “Non untori ma lavoratori”. TheFork traccia il bilancio

di Cristina D'Armi | 10 Aprile 2021 @ 07:00 | ATTUALITA'
Ristoratori in protesta
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L’AQUIA – L’industria della ristorazione è gravemente ferita da oltre un anno di mancata attività. “Non untori ma lavoratori”, si legge in alcuni slogan che girano sui social dopo le numerose proteste degli ultimi giorni. I ristoratori fanno parte di una delle tante categorie di lavoratori che continuano a scendere in piazza a manifestare perché stanchi delle finte promesse che sentono da un anno, ormai.

La chiusura prolungata delle attività, continua a mettere in ginocchio imprese e famiglie.

Nonostante la resilienza, il take away e la capacità di aggiornamento attraverso la crescita della digitalizzazione, la sofferenza dei ristoratori si sta tramutando in esasperazione, ed è sempre più evidente. Con l’eliminazione della zona gialla da parte del Governo, anche diversi ristoratori abruzzesi sono scesi in strada per protestare. Un misto di rabbia, delusione e preoccupazione per il futuro data la copertura del circa 5 % delle perdite subite, da parte del Decreto Sostegni.

Secondo una ricerca condotta da TheFork

nel gennaio 2021 su oltre 1.000 ristoranti, Il 27% dei ristoratori non hanno ricevuto gli aiuti da parte del Governo, il 73% sì, ma quasi tutti si sono detti insoddisfatti per l’importo troppo basso per sopravvivere. Il 52% degli intervistati ha applicato la cassa integrazione a tutto il personale, mentre quasi il 20% lo ha fatto per più della metà del personale. Grazie a queste misure, circa il 70% delle aziende è riuscito a non licenziare nessuno dei propri dipendenti, mentre il 24% ha dovuto licenziare parte del personale. Il 6% ha dichiarato di aver lasciato a casa tutto lo staff.

Con le chiusure forzate, andare al ristorante è una delle esperienze che manca maggiormente agli italiani. Dalla ricerca di TheFork è emerso che su oltre 5.000 utenti, il 52% andrà al ristorante appena possibile, anche con più frequenza rispetto al periodo pre-covid.


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