Risparmio energetico, le regole Ue in vigore da oggi

di Redazione | 09 Agosto 2022 @ 11:12 | UTILI
caro bollete
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L’AQUILA – Entra in vigore oggi il regolamento Ue per la riduzione dei consumi di gas, il cosiddetto piano di razionamento che prevede il taglio del 15% dei consumi, ma con deroghe per diversi Paesi, tra cui l’Italia. Ad approfondire la questione è la rivista online ‘Il sussidiario’. 

Si tratta del piano su cui il Consiglio Affari Energia aveva trovato l’accordo politico lo scorso 26 luglio. L’intesa è stata finalizzata venerdì, col voto contrario di Polonia e Ungheria, ma il quorum della maggioranza qualificata raggiunto. Oggi il regolamento è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale europea, quindi sarà in vigore da domani. In realtà, il regolamento Ue ha valenza retroattiva perché tiene conto del periodo 1 agosto 2022-31 marzo 2023.

In questi mesi gli Stati membri sono chiamati a ridurre del 15% i consumi di gas. Questa riduzione è volontaria, ma diventa obbligatoria nel caso in cui il Consiglio Ue decreti l’allerta energetica. In realtà, il 15% è il tetto massimo di riduzione che è stato richiesto. Infatti, ci sono una decina di Paesi, tra cui l’Italia, che possono sfruttare una serie di deroghe che fanno scendere mediamente il taglio obbligatorio di 8 punti percentuali. Ma cosa cambia dal punto di vista pratico?

In Europa non tutti si fanno trovare pronti per l’inizio dei razionamenti, spiega ‘Il sussidiario’. Ogni Stato membro sta introducendo misure per soddisfare il piano Ue, ma l’Italia non ha un piano vero e proprio. C’è il decreto bollette che impone che l’aria condizionata negli uffici pubblici non scenda al di sotto dei 21 gradi in estate, mentre non deve superare i 27 gradi in inverno il riscaldamento, tenendo già conto dei due gradi di tolleranza. Inoltre, è stato imposto l’uso di dispositivi per affievolire l’intensità luminosa notturna per le luci esterne dei palazzi pubblici. Il fatto che l’Italia non abbia un piano per rispondere alla crisi del gas lo ha rimarcato anche la testata europea Politico, che ha dato un 3 al nostro Paese, dopo aver esaminato i piani nazionali di risparmio energetico. «Nonostante l’Italia sia uno dei Paesi della Ue più dipendenti dal gas russo – con circa il 40% delle forniture importate l’anno scorso – il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani la scorsa settimana ha affermato che non ci saranno misure ‘draconiane’ per ridurre la domanda», hanno scritti gli analisti di Politico. Ma l’Agenzia italiana per le nuove tecnologia, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile ha sollecitato il governo per ridurre la domanda.

Le nuove regole sono in vigore in Italia da maggio tramite un emendamento al decreto ‘Bollette’ voluto da due parlamentari M5s per far fronte al caro energia e per ridurre il consumo di gas. Le nuove regole, però, valgono in tutti gli edifici pubblici ed escludono ospedali, case di cura e tutto ciò che riguarda la sanità pubblica. Con l’entrata in vigore delle nuove regole sono state predisposte anche delle sanzioni, ma non è stato chiarito come funziona la macchina dei controlli. Il compito dovrebbe spettare in teoria agli ispettori del lavoro, che potranno multare le varie amministrazioni pubbliche per una somma variabile dai 500 ai 3mila euro in caso di infrazione delle regole. L’assenza di un piano in Italia sembra una scelta voluta.

Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha dichiarato in sede di illustrazione del decreto aiuti bis che al momento non ci sono particolari pericoli in tal senso:

“Gli stoccaggi nazionali di gas sono arrivati attorno al 74%, quindi abbiamo ripristinato il trend che ci deve portare al 90% a fine anno. I numeri sul gas non richiedono misure draconiane di razionamento. C’è un quadro instabile a livello internazionale, speriamo che non ci siano peggioramenti. Con i numeri che abbiamo, con gli stoccaggi, con il nostro piano di risparmio e con le diversificazioni, non dovrebbe esserci ragione di fare un razionamento, come probabilmente ci sarà in altri Paesi”.


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