Riscaldamento, controlli agli amministratori di condominio? Basile: “Una follia”

di Alessio Ludovici | 21 Settembre 2022 @ 06:00 | ATTUALITA'
mauro basile
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L’AQUILA – Il Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas è molto vago sui controlli. Poche righe in cui si legge: “Sarà possibile comunque attuare, oltre a controlli a campione su edifici pubblici, grandi locali commerciali, punti a maggiore consumo, una responsabilizzazione dei conduttori degli impianti di riscaldamento centralizzato, monitorando a livello di reti di distribuzione gas cittadine la risposta degli utenti utilizzando i dati orari di prelievo ai punti di connessione tra le reti di distribuzione cittadine e i punti di riconsegna della rete di trasporto SNAM, che sono costantemente monitorati“. Potrebbero arrivare quindi provvedimenti che oltre a prevedere sanzioni scaricheranno, stando al piano di Cingolani, sugli amministratori di condominio il bubbone dei controlli almeno per gli impianti centralizzati.

Gli effetti di non rispettare gli obblighi non sono noti, al momento non sono previste sanzioni e si può solo dedurre che non ci saranno controlli a tappeto da parte delle forze dell’Ordine.

Il piano Cingolani, come noto, prevede la limitazione di esercizio degli impianti termici, ridotti di 15 giorni per quanto attiene il periodo di accensione e di un’ora per quanto attiene la durata giornaliera di accensione. Misure che modificheranno le fasce orarie già in vigore. Per L’Aquila, in fascia climatica E significa che si potranno accendere i termosifoni per 13 ore anziché 14 e a partire dal 22 ottobre anziché dal 15. 

Il piano e l’eventualità dei controlli affidatigli ha fatto storcere il naso agli amministratori di condominio. Mauro Basile, dello Studio MB sas, specializzato nella gestione ed amministrazione di Condomini, Super-Condomini e Centri Commerciali, ha già individuato le principali criticità, a cominciare dalle misure stesse di contenimento. La loro gestione, negli impianti centralizzati, è praticamente impossibile:

“Una follia. In questo paese ci hanno fatto adeguare, in nome dell’efficientamento energetico, tutti i condomini con caldaie a condensazione, contabilizzatori, impianti a pavimento, nuovi termostati e via discorrendo. Tutte cose il cui principio è tenere gli impianti sempre in funzione, 24 ore su 24, perché così si consuma di meno. Ora cosa dovremmo fare? Accendere per 13 ore e spegnere tutto per le restanti 9? Quanto costa riscaldare daccapo un’abitazione per riportare la temperatura a livelli accettabili? Avete idea di quanto tempo ci vuole per riportare a temperatura un riscaldamento a pavimento?”.

Sul fronte controlli Basile è chiaro: “Noi non entreremo mai nelle case della gente a fare questi controlli. A parte che dovrei avere del personale che fa solo questo andando a controllare ogni contabilizzatore, e a che titolo ci vado? Cosa dico alla vecchietta che sente freddo? All’Aquila fa freddo davvero, non è uno scherzo, questo genere di cose forse si potevano immaginare per altre zone del paese”. 

“La realtà è che il governo si è solo adeguato a quello che gli italiani stanno già facendo da soli cercando di risparmiare. Perché nel frattempo le bollette sono triplicate e il governo non fa nulla ma intasca il maggior gettito fiscale che ne deriva.” 

Il più grande amministratore di condominio della città è peraltro il Comune dell’Aquila, proprietario Case e Map e anche lì è tutto da verificare quello che accadrà, è noto ad esempio che nei piani terra del progetto C.a.s.e., fa decisamente più freddo che nei piani superiori e limitare il funzionamento delle caldaie centralizzate a 13 ore, a Roio o altrove, potrebbe non solo non generare alcun risparmio energetico ma complicare inutilmente la vita di tante persone.


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