Riscaldamento climatico e insetti in Abruzzo: cose da sapere

Intervista al professor Maurizio Biondi

di Enrico M. Rosati | 26 Luglio 2022 @ 06:20 | AMBIENTE
Biondi
Print Friendly and PDF

L’AQUILA  –  Il riscaldamento climatico è una crisi che ognuno di noi sta da tempo vivendo sulla propria pelle ma la siccità e il caldo degli ultimi mesi stanno incrementando la preoccupazione riguardo agli effetti sulla biodiversità animale e in particolare sugli insetti. Una narrativa nota è, infatti, che se gli insetti dovessero estinguersi praticamente sparirebbe gran parte della vita sul nostro pianeta  e,  quindi, iniziare a fare scelte oculate che possano salvaguardare i nostri piccoli compagni di viaggio è cosa dovuta, in primis per la salvaguardia della specie umana.

Per entrare nel vivo dell’argomento, abbiamo intervistato Maurizio Biondi, professore di Zoologia all’Università degli Studi dell’Aquila.

“Su circa 60.000 specie animali note in Italia, oltre i ⅔ sono insetti e i ⅘ sono artropodi, quindi i veri valori della biodiversità hanno a che fare con loro, anche se i vertebrati  storicamente hanno sempre avuto un ruolo centrale nella conservazione per il loro maggiore appeal mediatico sull’opinione pubblica”.

Cambiamento climatico, siccità e insetti

Secondo quanto emerge dall’intervista con il professor Biondi, il cambiamento climatico influisce in  modo netto, spesso definitivo, sugli insetti. Ma come? Tutto dipende dalle capacità di adattamento delle diverse specie.

Il riscaldamento globale a lungo termine e la siccità a breve-medio termine alterano in vario modo l’ambiente nel quale gli insetti vivono. Le specie ecologicamente più esigenti tendono a soffrire maggiormente di questi cambiamenti. Per esempio, in Abruzzo, come in tante altre regioni temperate, secondo quanto afferma il professore, lo sviluppo del bosco, a causa del surriscaldamento globale, si sta estendendo in quota nei vari distretti montani occupando  l’ambiente delle praterie alpine  abitate da importanti specie  di insetti, spesso endemiche, che  sono a rischio di estinzione, locale o globale, in quanto ecologicamente molto esigenti e quindi estremamente sensibili ai cambiamenti ambientali. Il problema emerge dal fatto che queste specie sono anche quelle più direttamente minacciate dalle specie generaliste, che spesso vivono in associazione con l’uomo arrecando ai vari habitat danni sia ecologici che economici. La salvaguardia dell’ambiente dagli effetti negativi del cambiamento climatico richiede quindi azioni a tutela anche delle relazioni che intercorrono tra l’uomo e gli insetti.

“Le specie ecologicamente meno esigenti riescono ad adattarsi a più ampie condizioni ambientali sostituendo, nel caso di alterazioni evidenti,  le specie più sensibili e maggiormente specializzate.” afferma il professore “Il cambiamento climatico tra provocando  una evidente sofferenza anche in molti insetti utili. Prendiamo l’esempio delle api, per le quali il riscaldamento climatico in atto sta favorendo l’introduzione di molte specie, cosiddette “aliene” in quanto provenienti da altre regioni geografiche, che rendono sempre più difficile la sopravvivenza, la produttività e il ruolo di questi insetti come agenti impollinatori. E’ una catena di eventi, i cui effetti negativi si ripercuotono non solo sul ciclo biologico delle singole specie ma soprattutto sull’equilibrio ecologico tra le diverse comunità animali e vegetali, peraltro già fortemente minacciate dalle alterazioni dell’ambiente dovute all’inquinamento e all’impatto antropico.  Infatti, le piante rivestono un importantissimo ruolo nell’ecologia di molti insetti, e non solo, e la loro eventuale diminuzione o scomparsa determinerebbe un ulteriore passo verso l’estinzione di diverse specie animali.

In Abruzzo, come già detto, si stanno verificando importanti cambiamenti ambientali ma, come specificato dal professore “Non tutte le specie di insetti soffrono o soffriranno a causa del riscaldamento climatico. Le specie di alta quota, come appena detto, andranno sicuramente in difficoltà per il meccanismo di innalzamento della fascia boschiva e analogamente anche le specie che vivono sulla costa saranno in sofferenza per l’estensione delle aree desertificate. Ma tutte quelle che vivono in ambienti intermedi – come ad esempio gli insetti nemorali ovvero legati agli ambienti forestali – possono aumentare le loro chance di sopravvivenza grazie all’aumento degli habitat boschivi come possibile conseguenza del cambiamento climatico. Ovviamente, se il bosco si estenderà in quanto andrà a sostituire alle quote più elevate le praterie alpine, colonizzazione che sinora non è stata possibile a causa delle particolari condizioni climatiche, di conseguenza si estenderà anche la comunità animale e vegetale ad esso associata.”

La conseguenza di cambiamenti ambientali repentini è una tendenza alla banalizzazione dell’ecosistema centroappenninico, con l’incremento di specie generaliste facilmente adattabili a vari ambienti anche antropizzati a spese di specie adattate solo ad habitat più specifici. La nostra regione può vantare un elevato numero di specie endemiche esclusive dell’Appenino centrale e molto spesso anche di singoli massicci montuosi, che purtroppo a causa del riscaldamento climatico risultano fortemente a rischio per la loro futura sopravvivenza.

Perché gli insetti vanno salvaguardati?

Gli insetti svolgono vari servizi ecosistemici e, di conseguenza, una banalizzazione della flora e della fauna che vada a ridurne la diversità può avere conseguenze catastrofiche.

Oltre all’impollinazione, che è il servizio ecosistemico più noto, gli insetti svolgono un ruolo fondamentale nel ciclo della materia. Inoltre ci sono insetti che vengono utilizzati come indicatori ecologici, quindi specie che con la loro presenza permettono di stabilire l’elevata qualità di un ambiente. Questo è vero, sia che si tratti di un bosco, di un pascolo o di una raccolta d’acqua.  Riguardo in particolare ai bacini idrici, gli insetti ci forniscono importanti informazioni sulla purezza o sulla storia pregressa dell’acqua, spesso in modo più accurato delle analisi chimiche che si limitano generalmente alla valutazione nell’immediato.

Gli insetti sono narrazione del territorio.

Infine, non va dimenticato che molte specie di insetti vengono utilizzate nella lotta biologica come antagonisti di specie dannose, sia animali che vegetali, permettendoci di evitare in questo modo molti interventi basati sull’uso di sostanze chimiche fortemente inquinanti per l’ambiente e dannose alla salute umana.

In conclusione, il cambiamento climatico e la siccità stanno fortemente minacciando l’ambiente e la biodiversità della nostra regione e di conseguenza anche i nostri insetti autoctoni che, come abbiamo visto, svolgono importanti servizi ecologici per l’uomo o rappresentano elementi di grande interesse naturalistico ed ecologico degni di maggiori attenzioni e specifiche azioni di salvaguardia.

 


Print Friendly and PDF

TAGS