L’AQUILA – Proseguono da alcuni giorni le ricerche di Karol Brozek, 44enne polacco scomparso sul Gran Sasso insieme ai suoi due cani. Il miglioramento delle condizioni meteo apre ora la possibilità di allargare il raggio d’azione, anche con l’impiego più sistematico dei mezzi aerei: già ieri un elicottero dei vigili del fuoco si è alzato in volo nella zona di Fonte Cerreto per una ricognizione dall’alto.
Sul massiccio sono impegnati gli uomini del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas) e del Soccorso alpino della Guardia di finanza (Sagf), affiancati da vigili del fuoco e carabinieri di Assergi. Il camper a noleggio di Brozek è stato trovato parcheggiato a Campo Imperatore, con all’interno i documenti. Ieri sei tecnici si sono spinti fino alla zona di monte Scindarella, a 2.237 metri, ma il peggioramento del tempo li ha costretti a rientrare.
La sorella gemella, Diana Brozek, ha presentato una denuncia ufficiale di scomparsa e ha contattato l’ambasciata polacca in Italia. “Da circa due mesi era in viaggio in Europa con i suoi due cani, ogni pochi giorni sentiva i nostri genitori, anche perché non ha figli. Abbiamo saputo di quello che stava accadendo solo ieri e abbiamo presentato un avviso ufficiale all’ambasciata”, ha spiegato.Il 31 ottobre Karol aveva pubblicato sulla pagina “morskiePsy“, legata alla sua attività cinofila, un lungo post in inglese in cui raccontava la scelta di allontanarsi dalla Polonia, prendersi una pausa dal lavoro nella sua scuola per cani e partire in camper con Pirate e Kraken, tra montagne e coste d’Europa. In traduzione scriveva: “Per ora non ho alcuna intenzione di tornare in Polonia: ho bisogno di prendermi del tempo. Qualche tempo fa ho scoperto di avere l’Adhd e di recente mi hanno confermato che sono nello spettro autistico. Da anni cerco una storia d’amore, senza riuscire a costruirla. Pensavo che a ridurre le mie possibilità fosse la mancanza di certi attributi. Adesso so che il problema è più profondo. A prescindere da chi mi apprezza e da ciò che possiedo, avrò sempre la sensazione di essere uno straniero. In questi sei anni ho lavorato duro, ho vissuto in modo essenziale, mi sono costruito una clientela e una reputazione. Ma creare legami sociali, per me, continua a non funzionare. Intanto partiamo per un viaggio tra montagne e coste d’Europa. Fatto i bagagli, affittato un camper… che ho rotto dopo tre giorni, ma questa è tutta un’altra storia”.
In queste ore amici e familiari continuano ad aggrapparsi anche a messaggi di speranza, anche ai più particolari. “So che è strano… ho ricevuto un messaggio da un amico, un chiaroveggente, che mi ha detto che riesce a percepire Karol energeticamente e che è ancora vivo. Dobbiamo cercarlo in qualche buco, grotta, rifugio, crepaccio, è bloccato”, scrive la sorella Diana, contattata attraverso i social.









