Rinviate le celebrazioni del centenario della Serva di Dio Anfrosina Berardi

La giovane Anfrosina, un angelo tra gli angeli e un modello luminoso di fede, di pietà e di eroica fortezza

di don Daniele Pinton | 05 Dicembre 2020 @ 13:53 | ATTUALITA'
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La Parrocchia di San Marco di Preturo, che custodisce le spoglie mortali della Serva di Dio Anfrosina Berardi, d’intesa con l’Arcidiocesi di L’Aquila, a causa della pandemia in corso, per permettere una più ampia partecipazione di fedeli, ha deciso di rinviare a data da destinarsi le manifestazioni programmate per il centenario della nascita della serva di Dio, che prevedevano anche la presenza del Cardinale Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo Metropolita dell’Aquila, per domani 6 dicembre 2020, anniversario della nascita della giovane Anfrosina.

Ricorre infatti domani, 6 dicembre 2020, il centenario della nascita della Serva di Dio, nata vicino L’Aquila, a San Marco di Preturo, da una modesta famiglia contadina, ultima di nove figli, il 6 aprile 1920.

Domani, comunque, una S. Messa sarà celebrata dal Vicario della Forania Amiternina, don Jean Claude Rajaonarivelo, alle ore 11,30 nella chiesa di Santi di Preturo.

Il nome sembra derivare da una deformazione di Ambrogina, diminutivo femminile del nome Ambrogio (la Chiesa cattolica celebra la memoria di sant’Ambrogio il 7 dicembre, cioè il giorno successivo a quello in cui nacque Anfrosina). Fu allevata secondo i principi religiosi e morali della sua famiglia. Tratto fondamentale della vita di Anfrosina Berardi è stata la lunga sofferenza provocata da una grave malattia che la portò in pochi anni alla morte. Nonostante le sofferenze, ha vissuto una vita di preghiera, di sacrificio, di esempio e di parola. Inizialmente si ammalò di appendicite. Dopo essere stata operata la ragazza però continuò a soffrire, avendo problemi di deglutizione. Si scoprì che a causa di un ennesimo problema all’intestino, doveva essere rioperata ma con scarse probabilità di sopravvivenza. Dopo aver ricevuto la Prima Comunione e la Cresima, il 13 ottobre 1932, Anfrosina trascorse gli ultimi cinque mesi della sua vita sempre in casa e costantemente a letto, praticamente senza potersi nutrire. Morì il 13 marzo 1933, nel giorno e nell’ora da lei stessa annunciati, circondata dai familiari e da una moltitudine di fedeli, attratti dalla fama delle sue virtù spirituali. Riposa nella chiesa parrocchiale di San Marco di Preturo, dove ogni 13 marzo viene ricordata dai numerosi fedeli. Nel 1962 la Chiesa cattolica l’ha dichiarata Serva di Dio, primo passo verso la canonizzazione. Nonostante la giovane età, supportata da una Fede cristiana semplice e solida che aumentò dopo che ebbe ricevuto la Prima Comunione e la Cresima, dimostrò una sorprendente capacità di sopportazione della sofferenza. Anzi diceva a tutti i sofferenti come lei che erano croci mandate da Gesù per cui si doveva pregare molto. Inoltre chiedeva di soffrire sempre di più per se e per tutti i peccatori.

Per questa serva di Dio, tanto cara alla popolazione dell’Arcidiocesi di L’Aquila e più volte additata come esempio da imitare da parte degli arcivescovi aquilani agli adolescenti e ai giovani, sono state realizzate, di recente, le pubblicazioni di due importati biografie, una del 2012, ad opera di Simone Renzi Ferri dal titolo Anfrosina Berardi, edita da Edizioni Tau e una più recente nel 2019, voluta fortemente dal Cardinale Arcivescovo Giuseppe Petrocchi, edita da Editrice Vola L’Aquila, per far riscoprire la vita della giovane Anfrosina a tutta la popolazione dell’Arcidiocesi, in preparazione al centenario della sua nascita, con la ristampa della storica Biografia integrale della Serva di Dio, di D. Paolo Marcellino

Nell’introduzione al libro sulla vita di Anfrosina, don Claudio Tracanna, direttore del mensile diocesano  Vola, scriveva:

Vogliamo far conoscere e apprezzare, ancor di più, la bella testimonianza di fede di questa giovane, innamorata di Cristo, che può essere annoverata tra i figli più belli della nostra Chiesa Aquilana, la cui storia è davvero ricca di uomini e donne che hanno dato una straordinaria testimonianza di santità. L’esempio di Anfrosina e di tanti altri autentici testimoni di Cristo – conclude don Tracanna – ci aiuti a ricordare sempre che il Signore, come scrive Papa Francesco, “ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente” (Gaudete et Exsultate,1). 

Il mensile diocesano “Vola”, inoltre, per celebrare il centenario della serva di Dio, pubblicherà a puntate, a partire dal numero di dicembre, la vita della giovane morta in odore di santità.


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