Rinnovo del permesso di parcheggio per autistici: un dedalo infinito di norme e burofollia

di Redazione | 24 Aprile 2024 @ 15:48 | ATTUALITA'
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Tante volte ci siamo occupati del rilascio del permesso di parcheggio per persone autistiche. Tante le esperienze delle famiglie che mettono in luce situazioni critiche, norme disattese o applicate in modo molto restrittivo e disomogeneo da parte dei Comuni, unici enti competenti per il rilascio del contrassegno. Il permesso di parcheggio non può durare più di 5 anni, ad oggi è complesso e quasi impossibile sia il rilascio che il rinnovo.

Ancora una volta sarà il nostro legale Gianni Legnini a valutare se il rifiuto al rinnovo del permesso di parcheggio da parte del Comune di Vasto possa costituire danno e limitazione per Matteo, bambino autistico di 12 anni. Cinque anni fa il rilascio del permesso è avvenuto senza problemi e oggi, un’operazione di routine con un verbale del tutto simile a quello precedente, viene rifiutata per la richiesta di rinnovo. Anche la presentazione del certificato del medico curante di “invariata disabilità” del bambino non è stato sufficiente. Il permesso di parcheggio è fondamentale per Matteo e da settimane la madre è alle prese con la burofollia.

Con le modifiche introdotte dal D.P.R. 30 Luglio 2012, al comma 2 dell’art. 381 D.P.R. n. 495/1992 concernente il rilascio del “permesso di parcheggio” si legge:

Per la circolazione e la sosta dei veicoli a servizio delle persone invalide con capacità di deambulazione impedita, o sensibilmente ridotta, il comune rilascia apposita autorizzazione in deroga, previo specifico accertamento sanitario

Riguardo alle certificazioni delle persone con disabilità, l’art. 4 del decreto legge n. 5/2012 ha introdotto delle semplificazioni. In particolare, è stato previsto che i verbali di accertamento dell’invalidità delle Commissioni mediche integrate devono riportare anche la sussistenza dei requisiti sanitari necessari per poter richiedere le agevolazioni fiscali relative ai veicoli, per il rilascio del contrassegno invalidi e per i sussidi tecnici e informatici volti a favorire l’autonomia e l’autosufficienza delle persone con disabilità.

Gli stessi certificati, a seconda del tipo di disabilità riscontrata, riportano che per la persona con disabilità sono previste diverse classificazioni, come di seguito elencate: 

  • con ridotte o impedite capacità motorie permanenti (art. 8 della legge n. 449/1997);
  • con disabilità psichica o mentale di gravità tale da avere determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento (art. 30, comma 7, della legge 388/2000 Persona affetta da grave limitazione della capacità di deambulazione o da pluriamputazioni);
  • invalido con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetto da pluriamputazioni (art. 30, comma 7, della legge 388/2000)
  • sordo (art. 6 della legge n. 488/99 e art. 50 della legge 342/2000)
  • non vedente (art. 6 della legge n. 488/99 e art. 50 della legge 342/2000).

In presenza di un verbale INPS con il riconoscimento della disabilità grave 100%, con l’indicazione della Indennità di accompagnamento e con la definizione della disabilità di tipo mentale (si veda il sopra citato art. 30, comma 7, della legge 388/2000 – Persona affetta da grave limitazione della capacità di deambulazione o da pluriamputazioni) è evidente come sia un diritto ottenere il permesso di parcheggio per l’utente. Il Comune di Vasto purtroppo è giunto a conclusione diversa, negando tale diritto a Matteo, consigliando di eseguire nuovamente la valutazione medica presso il medico legale INPS di Chieti per ottenere il rinnovo del permesso. 

Ancora una volta, l’interpretazione restrittiva di una norma e l’applicazione discutibile delle procedure di semplificazione da parte della commissione INPS determina l’usura del tempo della famiglia che, per vedere soddisfatto il diritto al permesso di parcheggio, deve di nuovo sottoporsi alla valutazione della commissione medica o della valutazione presso il medico legale. 

A nulla sono servite le sollecitazioni inviate al Sindaco Francesco Menna. Unica via per Matteo è quella di sottoporsi di nuovo a visita dal medico legale (l’ultimo verbale è dell’ottobre 2023) e sperare nella corretta indicazione nel verbale delle informazioni previste dalla semplificazione. Tutto questo a noi sembra un abominio, un sopruso sulla pelle dei più deboli, una vessazione!

Abbiamo tentato anche di ottenere la famosa “Disability Card” che però non riconosce alcun diritto ma applica semplicemente una foto alla tessera legata al verbale dell’INPS. Ovviamente un verbale incompleto o comunque non riportante le indicazioni previste dalla semplificazione offre solo l’ennesima tessera da collezionare.

Una concreta semplificazione sarebbe quella che, vista la condizione di disabilità grave (oltre il 100% con indennità di accompagnamento non si può andare!), si conceda di diritto il permesso di parcheggio e tutte le altre agevolazioni previste. Ogni livello intermedio di verifica e di valutazione espone il disabile grave e la sua famiglia a percorsi ad ostacoli inutili, faticosi e costosi, costosi anche per il sistema pubblico, perché il lavoro delle commissioni mediche va pagato. 

Nel febbraio 2017 chiedemmo alla Regione Abruzzo di informare le commissioni mediche circa la corretta compilazione dei verbali con le indicazioni previste dall’art. 4 del decreto legge n 5/2012 ma, a distanza di ben 7 anni, la situazione resta dipendente dalla #burofollia.


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