Rincari, centrosinistra: per famiglie e imprese servono 10 milioni

di Marianna Gianforte | 02 Dicembre 2022 @ 06:12 | POLITICA
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L’AQUILA – Bruscolini. Questa la parola che meglio sintetizza il senso della conferenza stampa dei consiglieri regionali di opposizione del centrosinistra in riferimento alle risorse votate due giorni (anzi due notti) fa in Consiglio regionale; le opposizioni ieri hanno espresso il loro punto di vista rispetto allo stanziamento votato per il rotto della cuffia nell’assemblea di martedì notte, dopo ore di ostruzionismo che in realtà era partito dai giorno prima in commissione Bilancio. ‘Bruscolini’ perché, di fronte alle difficoltà vere di centinaia di famiglie e imprese che vanno a ingrossare le fila della Caritas sempre di più, i 5 milioni stanziati dalla Regione sono poca cosa. Servirebbe, per i consiglieri di centrosinistra, almeno il doppio. Ma da oggi in poi, garantiscono i consiglieri, non ci sarà più alcun gioco di squadra come avvenuto durante la pandemia: ora il gioco si fa duro e si andrà avanti senza esclusione di colpi. 

“Cinque milioni di euro sono qualcosa – hanno detto ieri in modo corale i consiglieri dei gruppi del Partito democratico, di Legnini Presidente, Abruzzo in comune e del gruppo misto (Silvio Paolucci, Dino Pepe, Pierpaolo Pietrucci, Antonio Blasioli, Americo Di Benedetto, Marianna Scoccia e Sandro Mariani) – ma non bastano”. Sono una piccola partenza, insomma, ” così come un milione per le associazioni sportive e 3.5 milioni di euro per la vita indipendente, ma non sufficienti per sostenere al meglio famiglie e imprese, con la manovra finanziaria regionale è necessario portare almeno a 10 milioni il fondo degli aiuti a famiglie e imprese, così come trovare ulteriori risposte per tutto il mondo dello sport e attivare la rimodulazione delle risorse senza obbligazione per aiutare meglio anche le imprese”.

D’altra parte è la loro battaglia sin dall’estate scorsa, quando le bollette folli hanno portato ad abbassare le saracinesche di piccole imprese in tutto l’Abruzzo e i rincari dei prezzi, frutto in parte di una certa speculazione, ha consumato i portafogli dei cittadini. “È solo grazie al senso di responsabilità che abbiamo dimostrato come opposizione e alla nostra insistenza che siamo arrivati agli stanziamenti decisi l’altra notte”, ci hanno tenuto a sottolineare i consiglieri, che già avevano ribadito il concetto in una precedente conferenza stampa nella sede del Comune di Pescara, mercoledì mattina. “Ci sono voluti tre mesi di mobilitazione – hanno spiegato in quella occasione – per arrivare a un risultato che oggi possiamo rivendicare dopo il Consiglio regionale di ieri (martedì, ndr): 5 milioni alimenteranno un fondo-sostegni per il caro energia; 1 milione andrà agli impianti sportivi e si somma ai 970 di ieri; 3 milioni, invece, saranno dirottati per i sostegni alle famiglie dei disabili per la vita indipendente; più risorse europee rimodulabili per le imprese. Questo il risultato che abbiamo ottenuto, dopo la valanga di rabbia e fango che Marsilio ha scaricato sul nostro ruolo e sulle nostre richieste solo perché ritenevano priorità gli interessi di gran parte della popolazione abruzzese, in difficoltà e vulnerabile”.

“Ora anche il centrodestra ha scoperto l’esigenza di dover aiutare famiglie e imprese – hanno ribadito ieri da palazzo dell’emiciclo -. A quanti spacciano per propria tale iniziativa, ricordiamo che da un anno chiediamo interventi a sostegno degli abruzzesi e che a settembre molti di coloro che cercano ora di mettere la propria firma su un provvedimento che abbiamo proposto noi, hanno votato contro gli aiuti, bocciando la nostra risoluzione. La Regione Abruzzo avrebbe continuato a rimanere inerte se non avessimo portato noi in Consiglio con tre emendamenti le proposte approvate e con le battaglie in commissione, che sono solo una minima parte di quello che l’ente avrebbe potuto e dovuto fare con le coperture possibili. Di fronte alla crisi energetica- hanno ribadito abbiamo visto un centrodestra spento e, soprattutto, fermo. Se in questi due anni abbiamo avuto un atteggiamento responsabile, collaborando pur di dare risposte alla collettività, ora alzeremo vere e proprie barricate finché non saranno date risposte ai mondi che soffrono di più la crisi energetiche e che hanno bisogno di aiuti adesso, dalle famiglie alle imprese, dallo sport al commercio, fino ai soggetti più vulnerabili”.

“Da mesi e mesi denunciamo le difficoltà che queste dimensioni vivono, abbiamo cercato di scuotere il Governo regionale in tutti i modi, senza ottenere altro che chiusure, per questo siamo ricorsi all’ostruzionismo e lo faremo ancora, sempre più duramente. È stata una estrema ratio che ha funzionato, perché non accadeva nulla di concreto e positivo per sostenere questa parte di popolazione abruzzese che sta vivendo davvero in condizioni difficili, prima per la pandemia, ora per il caro energia. Ma vogliamo considerarlo solo un primo passo, perché tutti riteniamo che si debba e si possa fare di più già con la legge di bilancio e la manovra finanziaria che ci apprestiamo a varare. A tale fine e prima di chiudere il bilancio è necessario avere cognizione dell’entità delle risorse riprogrammabili, cosa che avevamo già chiesto da tempo all’Esecutivo e su cui non abbiamo ad oggi avuto alcuna risposta. In questo modo sarà possibile dare un aiuto fattivo anche alle imprese e i commercianti, perché non è pensabile che si lascino le attività abruzzesi in balia del periodo più difficile di sempre, dando solo i fondi decisi in aula. Né si può pensare di rivendicare come propri traguardi pensati, costruiti e ottenuti da altri, com’è stato con le risorse per famiglie e imprese che abbiamo reclamato e che dopo essere state a lungo in bilico durante i lavori dell’ultimo Consiglio, sono state approvate perché abbiamo duramente insistito e che, va sottolineato, sono una minima parte dei 93 milioni di euro possibili previsti dal nostro emendamento originario. Marsilio cominci a pensare davvero e seriamente alle famiglie e agli abruzzesi che ha ignorato finora, lo faccia perché è il presidente di tutti, non solo quello di quanti potranno votarlo, perché la maggioranza degli abruzzesi (il 53 per cento) non è di destra”.


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