Rimborso in caso di assoluzione definitiva, manca il decreto attuativo

di Redazione | 25 Maggio 2021 @ 06:16 | LA LEGGE E LA DIFESA
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Manca ancora il decreto attuativo della norma, introdotta dalla manovra 2021, che introduce il rimborso delle spese legali per chi è assolto con sentenza definitiva. Lo denuncia il responsabile Giustizia e deputato di Azione Enrico Costa che aveva presentato l’emendamento. I Ministeri avevano due mesi di tempo ma ne sono passati già cinque. 

“A dicembre – afferma Costa – il Parlamento ha approvato, una norma per cui se lo Stato sottopone un cittadino innocente al lungo, defatigante e spesso umiliante calvario delle indagini e del processo, è giusto che lo risarcisca”. “In assenza del decreto del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro dell’economia – prosegue Costa – i rimborsi non possono essere concessi”.

La regolamentazione e le tempistiche dei rimborsi andavano appunto stabilite in un apposito decreto attuativo.  Il budget annuale a copertura della norma è di 8 milioni di euro e la legge prevede un limite massimo di 10.500 euro di rimborso.

“Di giorni – continua il Responsabile Giustizia di Azione – ne sono trascorsi ben più del doppio di quelli ma del regolamento ancora non c’è traccia”. “Auspichiamo – aggiunge con una nota polemica – che il quotidiano, silenzioso e certosino lavoro del Governo si estenda anche a questi atti che, ove ritardati ulteriormente, manderebbero in fumo l’applicazione di norme di civiltà, che non sono bandierine identitarie, approvate dal Parlamento”.

La norma prevede che l’imputato assolto, con sentenza divenuta irrevocabile, “perché il fatto non sussiste, perché non ha commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, è riconosciuto il rimborso delle spese legali nel limite massimo di euro 10.500”.

Il rimborso dovrebbe essere ripartito in tre quote annuali di pari importo, a partire dall’anno successivo a quello in cui la sentenza è divenuta irrevocabile, e non concorre alla formazione del reddito. Per ottenerlo va ovviamente presentata la fattura del difensore, con espressa indicazione della causale e dell’avvenuto pagamento, e va allegato anche il parere di congruità del competente Consiglio dell’ordine degli avvocati, “nonché di copia della sentenza di assoluzione con attestazione di cancelleria della sua irrevocabilità”.

Nessun rimborso è previsto in questi casi: assoluzione da uno o più capi di imputazione e condanna per altri reati o, ancora, estinzione del reato per avvenuta amnistia o prescrizione. Niente da fare anche nei casi di sopravvenuta depenalizzazione dei fatti oggetto di imputazione. Il beneficio si applica soltanto nei casi di sentenze di assoluzione divenute irrevocabili successivamente al 1° gennaio 2021.


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