Rigopiano, sopralluogo dei periti sul luogo della valanga che travolse l’hotel

I tecnici dovranno far chiarezza sulle vere cause del disastro che il 18 gennaio 2017 causò la morte di 29 persone

di Redazione | 01 Aprile 2022 @ 19:28 | CRONACA
rigopiano
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FARINDOLA – Sopralluogo in contraddittorio nella località di Rigopiano. A riportarlo è l’agenzia Ansa, secondo la quale dalle prime ore della mattinata di oggi il collegio di periti, tra cui quelli nominati dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pescara, si è ritrovato a Rigopiano nell’ambito del processo per la tragedia in cui morirono 29 persone cinque anni fa. Si tratta di un sopralluogo in contraddittorio che dovrà portare a far chiarezza sulle vere cause del disastro avvenuto il 18 gennaio 2017 quando una valanga travolse l’hotel resort situato nel Comune di Farindola (Pescara).

A Rigopiano, come ricostruisce l’Ansa, era presente, insieme ad altri familiari delle vittime, anche Giampaolo Matrone, il pasticciere di Monterotondo (in provincia di Roma), superstite e simbolo del disastro: venne estratto miracolosamente vivo dopo 62 ore sotto le macerie.

La prossima udienza, ancora non fissata, dovrebbe svolgersi a fine maggio proprio per permettere ai periti, fra cui quello del Politecnico di Milano, di presentare i risultati degli accertamenti effettuati. Dei 30 imputati sono 29 quelli che hanno scelto il rito abbreviato: rappresentanti della Regione Abruzzo, della Provincia di Pescara, della prefettura di Pescara e del Comune di Farindola, alcuni rappresentanti dell’albergo distrutto e sette prefettizi accusati di depistaggio in un fascicolo poi riunito al procedimento madre.

Il rito abbreviato sarà discusso davanti al gup Gianluca Sarandrea: prima, però, dovrà essere depositata la consulenza sulle perizie dell’accusa e del collegio difensivo. Il giudice aveva nominato nei mesi scorsi un collegio di periti per dirimere la questione riguardante l’origine della valanga del 18 gennaio, perchè gli accertamenti peritali prodotti dall’accusa e dalle difese sono tra loro contrastanti. La perizia dell’accusa punta, tra l’altro, sulla mancata realizzazione della carta valanghe, sullo sgombero delle strade di accesso al resort in quota e sul presunto tardivo allestimento del centro coordinamento soccorsi; quella delle difese verte sulla fatalità, sul carattere imprevedibile del sisma che ha preceduto la valanga. 

 


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