Rigopiano, cinque anni dopo: palloncini bianchi per ricordare le vittime

Ieri la commemorazione della tragedia. I famigliari delle 29 persone travolte dalla valanga: "Ora si faccia di tutto per raggiungere verità e giustizia"

di Redazione | 19 Gennaio 2022 @ 09:37 | CRONACA
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FARINDOLA – Tanti palloncini bianchi liberati in aria alle 16,49, poco prima della l’ora esatta in cui una valanga di neve travolse l’Hotel Rigopiano, a Farindola, nel Pescarese, spezzando la vita di 29 persone: era il 18 gennaio 2017. Su ognuno di loro il nome delle vittime: Alessandro, Valentina, Piero, Gabriele, Tobia e Bianca, Ilaria, Cecilia, Barbara e Piero, Marina e Dino e gli altri. Alcuni di loro giovanissimi alla ricerca di un weekend di serenità. Una commemorazione incominciata con il suono di una tromba davanti all’hotel, e poi i nomi letti nel silenzio, a poca distanza dalle macerie, come a voler fermare per sempre la loro presenza in quel luogo. È stata una giornata di ricordo ma anche di dolore quella di ieri, quinto anniversario della tragedia di Rigopiano, una delle infinite che l’Italia deve annoverare tra quelle senza un perché, almeno sino a quando il percorso della giustizia non avrà messo la parola fine, individuando presunti responsabili e responsabilità.

Ai famigliari delle vittime è arrivato il messaggio del capo dello Stato Sergio Mattarella, che non ha potuto partecipare a causa della fitta agenda in vista della scadenza del mandato presidenziale: 

“Conservo ancora viva la memoria del dolore per il tragico accaduto, invio ai familiari delle vittime e ai sopravvissuti un saluto sentito e partecipe”.

Insieme ai famigliari delle vittime e ai superstiti, ai soccorritori, e ai diversi rappresentanti istituzionali e politici locali, anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, il prefetto di Pescara, Giancarlo Di Vincenzo, e il questore, Luigi Liguori.

Marsilio ha auspicato che:

“Ora la giustizia sia celere e che, entro quest’anno, si definisca almeno il primo grado di giudizio legato a questa terribile vicenda. Quella del 18 gennaio 2017 resta una giornata impossibile da dimenticare nella sua drammaticità. Una tragedia unica nel suo genere che, purtroppo, deve ancora vedere definita la catena delle responsabilità”.

Un pensiero è stato rivolto al suo concittadino scomparso nel pomeriggio tragico anche da Leonardo Latini, sindaco di Terni, la città di provenienza del giovane Alessandro Riccetti, 33 anni, travolto anche lui dalla valanga dell’hotel in cui lavorava come receptionist. E proprio a lui va anche il ricordo della fondazione nata in suo nome.

“A distanza di cinque anni il ricordo di Alessandro è ancora vivo nella memoria e nel cuore della comunità ternana”

ha commentato  sindaco di Terni.

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Foto dalla pagina Facebook della fondazione Riccetti

Addolorate le parole dei rappresentanti della fondazione Riccetti:

“Purtroppo, dopo cinque anni siamo ancora alle fasi preliminari del processo con continui rinvii e perdite di tempo. La verità è che la pazienza inizia a finire in noi, che dopo il danno estremo da te subito non vorremmo subire anche la beffa. Sarebbe l’ennesimo pugno in pieno volto dal quale sarebbe impossibile rialzarsi. È con rinnovata forza che oggi, insieme al comitato “Vittime di Rigopiano”, diciamo mai più a una tragedia simile. Affinché questo accada, sebbene non sia sufficiente a riportare indietro chi è stato strappato all’affetto dei propri cari, c’è bisogno di andare avanti con il processo fino ad arrivare a sentenze definitive e alla certezza delle pene”.

Addolorate anche le parole dei promotori del Comitato vittime:

“Noi lottiamo da cinque anni per dare giustizia ai nostri angeli e per far sì che mai più si ripeta quello che è successo a Rigopiano”.

Le ore tremende delle ricerche, mentre il maltempo imperversava ancora, sono indelebili anche per i primi volontari intervenuti, come i soccorritori del Soccorso alpino e speleologico abruzzese:

“Un’esperienza terribile che ha segnato tutti noi soccorritori. Ritrovare però alcuni ospiti dell’hotel ancora vivi è stato emozionante per chi come noi ha partecipato alle ricerche fin dalle prime ore”,

ha detto il presidente Daniele Perilli.

Non è tempo di caccia alle streghe, ha voluto ribadire Alessandro Di Michelangelo, fratello di Dino, il poliziotto di Chieti che a Rigopiano ha perso la vita insieme alla moglie Marina Serraiocco.

“Chiediamo verità ancor prima di giustizia, perché la giustizia presuppone anche un prezzo alto e caro da pagare”.

Una composizione di fiori deposta dinanzi al monumento è stata donata dai poliziotti del commissariato di Osimo, colleghi di Dino. Oltre ai famigliari di Dino, alla cerimonia hanno voluto esserci – tra gli altri – anche gli amici di Dino, il prefetto Armando Forgione, il sindaco Diego Ferrara e il questore Annino Gargano.

“La nostra vita è cambiata dal 18 gennaio del 2017, come cittadini abbiamo il diritto di sapere, ma anche come familiari e successivamente anche come parti civili, cosa è accaduto quel giorno, ma anche i giorni successivi e i giorni precedenti all’evento, perché è tutto legato. La ricerca della giustizia non significa caccia alle streghe, vogliamo sapere solo quello che è successo. Per quanto riguarda l’esito delle indagini, sono stato da sempre fiducioso e dalla parte delle istituzioni, è necessario avere fiducia in un apparato dello Stato che sicuramente funzionerà e sta facendo di tutto per far funzionare le cose che devono andare come dovevano andare all’epoca e purtroppo non sono andate”,

ha detto Alessandro. 

Ai famigliari delle vittime e ai superstiti è arrivato anche una lettera del presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, che, ringraziando per l’invito alla commemorazione delle 29 vittime, ha reso noto con dispiacere di “non poter essere presente alla cerimonia”, inviando il suo “sentimento partecipe per la dolorosa ricorrenza”.

“La ricorrenza è per tutti l’occasione per onorare la memoria di chi perse la vita in quella tragica notte e costituisce al tempo stesso la spinta a rafforzare responsabilmente l’impegno di tutti per la tutela del territorio e la salvaguardia della pubblica incolumità”.

 


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