Riforma Madia, appena 10milioni il risparmio annuo ma ci sono dubbi anche su quelli

di Alessio Ludovici | 05 Agosto 2021 @ 06:00 | AMBIENTE
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L’AQUILA – La Sezione centrale di controllo della Corte dei Conti si è espressa sulla riforma Madia che ha soppresso il Corpo forestale dello Stato. Il risparmio stimato dalla Corte, nel triennio 2017-2019, sarebbe stato di appena 31 milioni di euro, poco più di 10 milioni annui, con lacune organizzative che è la stessa corte però a segnalare. Nella relazione infatti si invita a “migliorare ulteriormente l’organizzazione dell’AIB sul territorio”, ad essere più presenti sul territorio “nelle more dell’istituzione del pompiere forestale presso i Distaccamenti rurali, i piccoli fuochi, previa intesa con l’Arma”, e a “rivedere alcuni impropri reimpieghi del personale forestale” e qui il riferimento sembra essere ai forestali impiegati nell’Arma che non possono più intervenire nello spegnimento.  Insomma un risparmio virtuale considerato che poi si dovrà rimettere mano a una presenza sul territorio, e un risparmio vano già adesso secondo la Ferfa, la Federazione per la Rinascita della Forestale Ambientale che si è espressa criticamente sulla relazione della Corte: 
 
“Secondo la magistratura contabile dall’assorbimento del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei carabinieri, Vigili del fuoco e Direzione generale delle foreste sarebbero emersi risparmi, nel triennio 2017 – 2019, pari a 31 milioni di euro, ossia si è soppressa la Forestale per soli e presunti 10 milioni di euro annui di risparmio (Sic!). La FeRFA ha partecipato attivamente, come controparte, a questa indagine ed è stata in assoluto la prima associazione portatrice di interessi collettivi a essere stata audita dalla Corte dei Conti.
Tuttavia, a nulla sono valse le segnalazioni sugli sprechi contenute nella relazione della FeRFA presentate, tramite l’On.le Maurizio Cattoi, alla Corte dei Conti nel giugno 2020.
A niente sono valse le dettagliate controdeduzioni prodotte dalla FeRFA nel maggio 2021 alle memorie presentate dall’Amministrazioni coinvolte dalla riforma Madia.
Come a nulla sono servite le censure esposte dalla FeRFA nell’audizione plenaria dell’8 luglio 2021, sui mancati risparmi dello Stato, sulle gravi inefficienze nei servizi resi ai cittadini, sugli sprechi nell’Anti incendio boschivo e nel deterioramento del patrimonio forestale nazionale, tra fiamme, tagli illegali, pascoli abusivi, bracconieri e mancati controlli.
Segnaliamo, per completezza di informazione, che il procuratore della Corte dei Conti che ha curato l’indagine è un ex colonello dei Carabinieri da poco in pensione.
Un conflitto di interessi pari a quello del generale dei Carabinieri da poco anche lui in pensione che scrisse il parere del Consiglio di Stato sulla bozza del decreto legislativo recante la riforma Madia.
La Corte dei Conti, oltre alla FeRFA, non ha preso in considerazione neanche le dichiarazioni dell’Ufficio Centrale di Bilancio del Ministero della difesa, che ha evidenziato un trend in crescita delle spese sostenute ogni anno dall’Arma dei carabinieri e né quelle della Direzione generale delle foreste che ha evidenziato che le politiche forestali nazionali diventano inutili senza poter disporre sul territorio di forestali che con gli scarponi ai piedi entrano nel bosco per controllare, monitorare e proteggere il patrimonio forestale e faunistico dell’Italia.
Ovviamente, la Corte dei Conti nella sua indagine ha omesso di quantificare in denaro gli immensi danni ambientali causati dalle inefficienze e dalle criticità emerse con la soppressione della Forestale.
Quanto costa alla collettività la perdita di centinaia di migliaia di ettari di bosco andati a fuoco per i ritardi nelle operazioni di spegnimento degli incendi?
Quanto costano alla collettività le centinaia di migliaia di quintali di biomassa prelevate illegalmente per la forte diminuzione dei controlli nei boschi, dovuta alla scomparsa della Forestale?
Quale vale un albero monumentale morto perché lasciato bruciare, poiché chi era preposto allo spegnimento non sapeva neanche di cosa si trattasse?”
 
Intanto torna a far discutere la Riforma stessa, la non riforma come la chiamano in molti, perché ha smantellato il Corpo Forestale lasciando l’antincendio boschivo, e tante altre cose, nel caos e nel marasma di decine e decine di enti, ministeri, regioni, protezioni civili, comunità montane, altri corpi di polizia ecc. A suonare la sveglia è il vice presidente emerito della Corte Costituzionale e presidente dell’Associazione Attuare la Costituzione Paolo Maddalena: “La responsabilità di questo immane disastro risale al governo Renzi del 2017 e alla sua ministra Madia, che hanno soppresso il Corpo forestale dello Stato, trasferendo soltanto ai vigili del fuoco l’onere dello spegnimento degli incendi, peraltro senza nulla prevedere per la loro prevenzione. Nel contempo la gestione della flotta di canadair appartenente allo Stato italiano è stata data, con bandi di appalto di dubbio svolgimento, a società private, tra le quali primeggia la Babcock Italia (ex Inaer, corporation quotata al London Stock Exchange), per costi stellari che già nel 2017 prevedevano 15 mila euro all’ora per l’utilizzo dei canadair, mentre il costo di mercato si aggirava sui 4/5 mila euro all’ora, quindi tre volte tanto.”

“È un puro scandalo – continua Maddalena – e assolutamente incredibile è il silenzio dell’attuale governo Draghi e dei mezzi di comunicazione in ordine a questo disfacimento dell’organizzazione amministrativa e della quasi totale distruzione del territorio e del paesaggio italiani. Ed è per questo, che ancora una volta, invito a dare attuazione agli articoli 1, 2, 3, 4, 9, 11, 41, 42 e 43 della nostra Costituzione repubblicana e democratica.”

 

 
 

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