Rievocazione storica, a L’Aquila l’avviso per le associazioni. Secoli di storia da promuovere

di Alessio Ludovici | 30 Novembre 2021 @ 06:00 | CULTURA
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L’AQUILA – Rievocazione storica, non solo Perdonanza o 99 Cannelle. L’Aquila prova finalmente a fare un passo in più, ad aggiungere altre cose, a darsi l’occasione di strutturare un’offerta culturale, in campo storico, degna di altre città e soprattutto all’altezza della miriade di eventi, vicende, personaggi storici che questa città l’hanno resa ricca, non solo economicamente.

Un primo passo, anche se siamo ancora lontani da una piena valorizzazione dei Quarti, intra ed extramoenia. Per non parlare delle cinque storiche arti, quella magnifica della lana ma non solo. Anche, perché no, pellicciai e metallieri e quelle che non governavano ma i cui manufatti erano rinomati ben oltre le mura, come i calzolai. E Margherita d’Austria ad esempio? Non sarebbe un qualcosa da affiancare all’esistente? Ci sarebbero poi da recuperare atmosfere di quella città antica. Le sue taverne, le sue misure, i suoi originalissimi statuti e permettere al turista anche di bere una foglietta di vino in una taberna di un quarto cittadino durante la Perdonanza o altri eventi. Oggi c’è uno strumento a disposizione per stimolare tutto ciò e c’è, finalmente, una città che riconquista piazze e scorci del centro storico e delle frazioni.

Lo strumento è il regolamento per la rievocazione storica approvato quest’anno e in seguito al quale è stato emanato un avviso, aperto dal 26 novembre fino al 24 dicembre. Con l’avviso si vanno a costruire due albi, uno delle associazioni di rievocazione storica e l’altro di eventi di rievocazione storica.

Chiusa questa prima finestra di iscrizioni si costituiranno due tavoli istituzionali, uno storico e l’altro più tecnico amministrativo. Comune ed associazioni potranno confrontarsi sulla rievocazione, programmare eventi nell’arco dell’anno. Del resto il Fus oggi finanzia anche la rievocazione storica e il Comune si è adeguato con il regolamento e dotandosi degli albi richiesti. Un passo utile per dare una ulteriore solidità filologica agli eventi esistenti, come il corteo della Perdonanza, per valorizzarne altri, si pensi al 2 giugno, anniversario della battaglia contro Braccio da Montone, che nel 2024 festeggerà i 600 anni, o per immaginarne di nuovi.

Per mancanza di soldi o di programmazione o perché ci si è creduto poco queste cose sono state trattate spesso marginalmente nel corso dei decenni. Anche iniziative di successo come Medievando o L’Aquila Verbum Domini si sono perse nel corso degli anni per disinteresse amministrativo. Eppure altre  città ci campano di queste cose, si pensi a Perugia. L’Aquila ne avrebbe di storia da raccontare.

“Stiamo creando cultura – spiega Andrea Tozzi dell’Associazione Compagnia Rosso d’Aquila APS/ETS che ha fatto riscoprire in città il 2 giugno – ora va messa a sistema.  Tutti ne guadagnano, l’aquilano, il commerciante, l’artigiano e il turista”. 

A livello internazionale la rievocazione e la ricostruzione storica hanno trovato “casa” nell’art. 167 del Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea. Poi nella Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 3 novembre 2003. Infine nella Convenzione UNESCO per la protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali del 20 ottobre 2005. 

La legge 232 del 2016, all’art. 1 comma 627, riconosce e supporta le associazioni di rievocazione/ricostruzione storica tramite l’istituzione di un fondo nazionale dedicato, predisposto dal MIBACT. 

“La rievocazione storica ha un valenza identitaria”, spiega Tozzi. “Ha inoltre un valore educativo e nei progetti si potranno coinvolgere scuole di ogni ordine e grado. Ed ha un valore turistico. Non a caso sono contemplati nell’ambito della rievocazione attività diversissime tra loro come la musica e la danza, il teatro, le arti militari o le tradizioni eno-gastronomiche”.

 

 


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