Rientro a scuola a settembre, Bignotti: “Niente mensa per i figli dei genitori morosi”

di Mariangela Speranza | 04 Giugno 2020 @ 07:45 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Chi non era in regola con i pagamenti dei buoni pasto per la refezione scolastica a marzo, potrà saldare direttamente nel mese di settembre, altrimenti ci organizzeremo per la sospensione immediata del servizio mensa, come già annunciato prima dell’emergenza. Stiamo intanto provvedendo a implementare il processo di recupero dei crediti e, nel caso fosse necessario, a procedere direttamente tramite pignoramento”.

Lo afferma l’assessore alle Politiche educative e scolastiche Francesco Cristiano Bignotti. Con l’interruzione forzata delle attività didattiche, anche il Comune dell’Aquila ha infatti fatto scattare lo stop dei pagamenti dei servizi a domanda individuale a carico delle famiglie per i nidi, sia pubblici che convenzionati, per le mense e per il trasporto, azzerando di fatto ogni tipo di versamento fino al mese di giugno.

Una questione anticipata da L’Aquila Blog già prima dell’approvazione di una specifica delibera sul tema, a cui ha fatto seguito la pubblicazione di un avviso finalizzato appunto all’acquisizione delle istanze di rimborso o compensazione delle somme a credito in sede di riattivazione dei servizi sospesi che, previa verifica la presenza di eventuali pendenze a carico degli utenti interessati, dà alle famiglie anche la possibilità di “traslare l’eventuale retta, già corrisposta per i medesimi servizi, al prossimo anno scolastico, per un corrispondente lasso temporale”.

Tutti i crediti accumulati nei mesi precedenti al virus verranno in pratica riconosciuti come da spendere con la riapertura degli istituti, mentre per quanto riguarda gli alunni che cambieranno scuola, si procederà direttamente tramite rimborso. Il tutto, a patto che i servizi scolastici vengano rimodulati, in modo tale da essere riavviati in sicurezza alla fine dell’estate.

A causa del covid, è rimasta però irrisolta la situazione relativa ai morosi delle mense scolastiche, per cui, spiega Bignotti, “già a febbraio, si era parlato di rischio di sospensione dei servizi a partire dai giorni appena successivi alle festività pasquali”.

“La quarantena e il mancato rientro a scuola – aggiunge – hanno però di fatto permesso il rinvio di tutti i pagamenti, precludendo almeno per il momento ogni possibilità di ripianare il deficit di 80mila euro presente nelle casse comunali”.

Un deficit che dovrà ora essere obbligatoriamente colmato con l’inizio del nuovo anno scolastico, anche per evitare di incorrere in provvedimenti della Corte dei Conti. In particolare, in base ai dati allora forniti dallo stesso assessore alle Politiche educative, a non pagare erano stati soprattutto i nuclei più abbienti: 1211 casi di morosità su 1733 erano infatti riconducibili a famiglie con Isee superiore a 35mila euro. Famiglie che adesso saranno però costrette a saldare il debito, pena la sospensione totale del servizio.

“Se le cose non cambieranno nemmeno a settembre – aggiunge l’assessore -, saremo costretti a prendere atto delle morosità accumulate già al momento dell’avvio degli iter di iscrizione per il nuovo anno scolastico, non solo impedendo l’accesso alle mense agli alunni figli di debitori ma, laddove necessario, anche attivandoci attraverso il recupero coatto delle morosità”.

 

 

 


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