Ricostruzione, Usrc accelera: “Liquidazioni raddoppiate, altro che stop pagamenti!”

di Marco Signori | 01 Aprile 2020, @08:04 | ATTUALITA'
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – “Non ci sono interruzioni di pagamenti, il nostro ufficio ha anzi raddoppiato le liquidazioni degli stati di avanzamento lavori, ma abbiamo preferito dare la priorità alle imprese che hanno già effettuato i lavori e si sono dovute fermare per l’emergenza Covid, piuttosto che anticipare denaro a chi non ha neanche iniziato a lavorare e di fatto non può farlo ora!”.

Così Raffaello Fico, titolare dell’Ufficio speciale per la ricostruzione post-terremoto 2009 dei comuni del cratere (Usrc) dopo le polemiche innescate da una nota, male interpretata in modo strumentale, che ha inviato a tutti i 56 sindaci per invitarli a fare altrettanto.

Secondo l’ingegnere, dal gennaio 2019 alla guida dell’Usrc, bisogna “garantire la continuità dei flussi economici verso quei soggetti che abbiano diritto ad un immediato trasferimento di risorse in rapporto a quanto già maturato relativamente alle lavorazioni già eseguite”.

È vero, insomma, che la legge ha previsto la possibilità, analogamente a quanto avviene negli appalti pubblici, di anticipare il 20 per cento del contributo in modo da dare ossigeno alle imprese che si apprestano ad avviare cantieri spesso milionari, ma – è il ragionamento di Fico – nella straordinarietà della situazione attuale è prioritario soddisfare le esigenze delle maestranze che hanno già effettuato dei lavori e sono state costrette a fermarsi per le restrizioni imposte dall’emergenza Coronavirus, piuttosto che quelle di chi deve ancora iniziare e per ora non può neanche farlo.

Fico ha esortato i sindaci a “procedere a un’attenta valutazione delle effettive condizioni dei cantieri, escludendo la possibilità di erogare somme in anticipazione (…) al fine di garantire la dovuta disponibilità per quei cantieri che abbiano diritto alla corresponsione delle somme già maturate”.

Con 73 pratiche di stati di avanzamento lavori (sal) istruite, pari a circa 13 milioni di euro liquidati in appena quindici giorni, intanto, l’Usrc ha stabilito un autentico record, nonostante le criticità legate alla pandemia.

L’attivazione dello smart working per il 90 per cento dei dipendenti dell’ufficio di Fossa (L’Aquila), ha anzi snellito i processi contribuendo a sburocratizzare molti passaggi, tanto da indurre il titolare a immaginare il mantenimento dell’attuale organizzazione anche dopo la fine dell’emergenza.

“Lavorando a distanza si riduce l’interlocuzione con l’utenza, che spesso comporta una continua interruzione del lavoro”, spiega Fico a L’Aquila Blog, “ne potrebbe risentire la trasparenza, che abbiamo declinato in una informazione diversa, che altro non è che i canali più attuali come il nostro sito internet. Un utente anziano può avere più difficoltà, può quindi non sapere cosa sta accadendo alla sua pratica, però vede i risultati della velocizzazione delle istruttorie”.

Si tratta, di fatto, del raddoppio del numero di Sal liquidati rispetto al passato, che costituisce un’autentica boccata di ossigeno per le imprese che hanno lavorato fino a qualche settimana fa, prima di dover interrompere le attività per le restrizioni imposte dall’emergenza Coronavirus.

Delle 73 pratiche istruite, 60 riguardano i comuni del cratere e le restanti quelli fuori dal cratere, dove pure gli indennizzi sono riconosciuti in caso di nesso causale con il sisma.

“La modalità di lavoro in smart working comporta maggiore efficienza del dipendente – rileva Fico – su 100 dipendenti, 90 lavorano a distanza e 10 si alternano in ufficio per attività indifferibili come il front office che non abbiamo mai chiuso. Ma i dipendenti hanno cambiato passo, sicuramente per la motivazione legata al momento che deve indurre a comprendere di essere una sorta di privilegiati, considerando che non tutti in questo momento sono pagati mentre noi dipendenti dello Stato sì. Ho detto loro ‘facciamo valere questa condizione’ e così hanno iniziato a darci giù sin da subito”.

“L’applicazione del lavoro agile è stata dovuta all’emergenza Covid, ma l’avevamo già strutturata e la stavamo sperimentando, perciò siamo stati in grado di partire subito”, aggiunge.

Per il futuro, il titolare dell’Usrc auspica di mantenere il lavoro agile, “magari non con il 90 per cento dei dipendenti come oggi, ma se la media per le aziende private è tra il 10 e il 30, credo che noi possiamo tranquillamente raggiungere il 50%”.


Print Friendly and PDF

TAGS