Ricostruzione scuole, i comitati civici chiedono convocazione di un tavolo

di Michela Santoro | 01 Febbraio 2024 @ 05:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Nei giorni scorsi, in una nota, la segretaria generale Flc Cgil provincia dell’Aquila, Miriam Anna Del Biondo, aveva denunciato l’impossibilità di accogliere due classi prime alla scuola primaria Gianni Di Genova per mancanza di spazi, aggiungendo che con una visione prospettica la situazione si sarebbe potuta risolvere con serenità, “magari in concertazione tra la scuola e il Comune dell’Aquila che, ormai da anni, dimostra di non avere intenzione di ricostruire le scuole o di adeguare, anche relativamente alla sicurezza e all’idoneità didattica degli spazi, gli edifici pre-esistenti”.

Dura la replica del sindaco Biondi e dell’assessore Colonna che, rimandando le accuse alla dirigente scolastica (“la scelta di non accogliere le richieste di iscrizione alle classi prima e seconda della scuola primaria rientra nella sfera decisionale dell’Istituto scolastico”), avevano giudicato le riflessioni della sindacalista più vicine alla politica che al sindacato.

Di qui lo “sconcerto” di Commissione Oltre il MUSP e Comitato scuole sicure L’Aquila che, in una nota, scrivono: “Invece di essere ringraziata per aver portato all’attenzione pubblica una vicenda che ha lasciato confusi e spaesati molti genitori, la dirigente sindacale è stata accusata da sindaco e assessore di essere politicizzata.
Nella medesima nota, sindaco e assessore parlano anche di ‘piano organico sull’edilizia scolastica’ e di ‘poli per la formazione dei nostri ragazzi sia nella zona est sia in quella ovest della città, nonché nell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio’.

Parole che leggiamo con profondo rammarico. Forse il sindaco e l’assessore sono troppo impegnati in altre faccende per monitorare la ricostruzione delle scuole a L’Aquila. Tralasciando l’assenza di scuole nel centro storico, a 15 anni dal sisma, e tralasciando anche l’annuncio del nuovo polo scolastico di Collemaggio, che andrebbe a consumare nuovo territorio andando ad insistere, peraltro, su un’area attualmente sotto vincolo della Soprintendenza e priva di una vera viabilità, vogliamo concentrarci sul ‘piano organico sull’edilizia scolastica.

Il dossier sullo ‘Stato di ricostruzione delle scuole a L’Aquila’ – prosegue la nota – è stato pubblicato sul sito del Comune il 7 settembre 2023, meno di 5 mesi fa. Il documento prevedeva, a gennaio 2024 (dunque a soli 4 mesi dalla pubblicazione), due date importanti: il fine lavori per il polo scolastico di Gignano (programmata per il 19 gennaio 2024) e il fine lavori per la demolizione del Teatro Tenda di Paganica (prevista per il 17 gennaio 2024).

Ebbene, entrambi gli impegni non sono stati rispettati. La cosa divertente è che, proprio nel giorno della supposta fine dei lavori al polo di Gignano (19 gennaio 2024), è stato pubblicato un nuovo dossier con nuove date, tutte spostate in avanti.

In base al nuovo cronoprogramma, la fine lavori del polo di Gignano adesso è fissato al 4 agosto 2024 mentre la fine lavori della demolizione del Teatro Tenda al 16 maggio 2024. Vogliamo concedere al sindaco e all’assessore il beneficio del dubbio: forse nessuno dei due sapeva delle scadenze non rispettate, perché nella risposta sul ‘piano organico sull’edilizia scolastica’ non se ne fa cenno”.

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La nota conclude chiedendo a sindaco e assessore la convocazione di un tavolo sulla ricostruzione scolastica e la convocazione di un’assemblea pubblica per discutere di cosa sia stato fatto in questi 15 anni per la ricostruzione delle scuole a L’Aquila.

“Al tavolo – dicono -porteremmo le istanze delle alunne e degli alunni dell’Aquila, delle loro famiglie e degli insegnanti, che chiedono da 15 anni scuole nuove, scuole sicure, scuole che non siano più MUSP, evidenziando i bisogni espressi da tutta la città”.


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