Ricostruzione scuole: candidati sindaci a confronto, manca Biondi

di Marianna Gianforte | 04 Giugno 2022 @ 06:11 | ELEZIONI
oltre il musp
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Quattro sedie con i nomi dei candidati sindaci e delle candidate sindache, Biondi, Di Benedetto, Pezzopane e Volpe, alle spalle dell’emiciclo, nella piazza della villa comunale che, insieme a piazza Duomo (come dimenticare il tendone dell’assemblea cittadina, presidio fondamentale dei dibattiti degli aquilani sulla ricostruzione e sul futuro della città colpita dal terremoto?) è stata il fulcro del confronto civico nel post-sisma. Quattro sedie delle quali sono rimaste occupate dall’inizio alla fine soltanto quelle delle due candidate donne: aveva un impegno ed è andato via il candidato civico Di Benedetto, non c’era il sindaco uscente Biondi, per impegni presi nelle frazioni. Il dibattito è partito con le voci e le testimonianze di due bambini, Pietro ed Elettra, che hanno letto una lettera nella quale si sostanzia il desiderio di avere a Sassa una scuola vera: “Sicurezza non sono telecamere davanti alle scuole e i Musp pongono limiti alla didattica”. La nona assemblea per la commissione ‘Oltre il Musp’ e del comitato ‘Scuole sicure’ per dire che, come ha spiegato la referente storica Silvia Frezza “non troviamo disdicevole essere qui durante la campagna elettorale ma sono 13 anni che ci siamo sempre, a dimostrazione che il tema della ricostruzione pubblica e delle scuole è molto sentita e che la società civile c’è e partecipa e che non ci si prende per stanchezza. Non accettiamo l’emergenziale. La commissione ‘Oltre il Musp’ si preoccupa da sempre di sostenere progetti di partecipazione pubblica e sollecitando le istituzioni su aspetti molto importanti come la vulnerabilità sismica”. 

Un’assemblea che ancora una volta ha cercato di rimettere al centro il protagonismo della comunità aquilana che mai si è fermato dal sisma del 6 aprile 2009, quando la scossa distruttiva spazzando via case e lavoro e provocando vittime, ha attivato la necessità e l’urgenza di essere parti attive della rinascita. Al centro ieri il confronto sulle scuole, sulla ricostruzione non soltanto materiale de plessi scolastici, ma anche la costruzione di una rete scolastica vera, innovativa collegata con tutti gli altri settori della società e dell’istituzione, perché, ha detto Frezza, “siamo arrivati alla terza generazioni di alunni che non hanno mai visto una scuola vera”. Dopo 13 anni dal terremoto solo due scuole sono state ricostruite, delle quali una, la Mariele Ventre, ha dimensioni insufficienti a ospitare tutti gli alunni che dovrebbe. 

Più tecnico l’intervento del candidato civico Di Benedetto, che ha puntato sulla necessità di stabilire un cronoprogramma. “Il futuro sindaco – ha detto – deve fare una ricognizione per sapere dove mettere le scuole, per esempio verificare se il parco di Collemaggio è disponibile. Se la Carducci di viale Duca degli Abruzzi debba tornare a esse scuola, solo per fare due esempi. Occorre un piano complessivo serio e quando si ha il quadro delle criticità occorre progettare”.

Più politico l’intervento di Pezzopane ti ha proposto subito assessorato dedicato alla scuola “in modo che un assessore ci si possa dedicare a 360 gradi. Un assessorato ai Saperi. Occorre subito una task force tecnica, mentre mi chiedo che fine abia fatto la task force che Biondi mise nel suo programma elettorale, dove scrisse che in cinque anni avrebbe ricostruito tutte le scuola. Le due scuole ricostruite sono state impostate dalla vecchia amministrazione. Dobbiamo proporre un metodo partecipativo”. Pezzopane ha poi riproposto la realizzazione di un polo scolastico in centro storico perché senza scuola “come si può pensare che la gente torni in centro?

Ha espresso, invece, il suo ‘mal di pancia’ la candidata civica Volpe che ha difeso la sua provenienza pragmatica, lontana dalla politica, dalle leggi e dai tavoli istituzionali e dalle “tante parole poco concrete”. “Noi siamo utilizzatori di servizi che non funzionano – ha detto Volpe – sinora è mancata una visione lungimirante nonostante i tavoli. Solo da un’analisi dei dati si può pianificare. Da denunciare, poi, la mancata visione integrata con i trasporti: non è possibile che i genitori ancora oggi debbano accompagnare i figli sino all’uscio della scuola: dobbiamo incrementare e riprogettare il servizio dello scuola bus. Deve cambiare la partecipazione dal basso, recuperare l’aquilanità, basta con il clientelismo”. 

Il vicepresidente della Provincia Vincenzo Calvisi ha ricodato la programmazione dei fondi. Nel 2015 le prime programmazioni di risorse, cone le prime Cipe datate 2016 e 2017 (riferimenti poi smentiti da Pezzopane che ha ricordato la delibera Cipe del 2012, fondi che l’allora presidente della Regione dirottò al di fuori del cratere aquilano e ci fu una vera e propria ‘rivolta’). Solo nel 2018 sono giunte le risorse – ha continuato Calvisi -. Il Cotugno è stata la prima emergenza con tanti studenti sparsi in tante sedi. Poi Tar ha chiuso la scuola. Poi arrivarono gli stanziamenti per il Cotugno per realizzare l’adeguamento antisismico.

Tra i numerosi interventi di candidati e candidate, anche quello di Massimo Prosperococco del comitato ‘Scuole sicure’:  “Ci troviamo oggi come 5 anni fa. Ci furono fatte una serie di promesse che in cinque anni sarebbero state ricostruite tutte le scuole: adesso chiediamo ai candidati un impegno. Non è possibile che in centro non vi sia un polo didattico”.


Print Friendly and PDF

TAGS