Ricostruzione pubblica, il Pd: “Biondi in campagna elettorale, ma città a brandelli”

di Alessio Ludovici | 06 Maggio 2021 @ 13:05 | POLITICA
Crosta, Palumbo e Albano
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L’AQUILA – Conferenza stampa del Pd aquilano questa mattina per denunciare il fallimento della ricostruzione pubblica a quattro anni dall’insediamento della Giunta Biondi. Il casus belli sono le ultime tre delibere, “emblematiche”, varate dalla Giunta: quella sulla pavimentazione del Corso, quella sulle sedi comunali e quella su porta Leoni. A fare il quadro Stefano Palumbo, capogruppo del Pd in consiglio comunale. Sulla pavimentazione, spiega l’esponente Dem, “si sono presi cinque milioni dal Parco lineare della Croce Rossa. C’erano oltre 10 milioni a disposizione per l’area, comprensivi del parcheggio da 400 posti auto con accesso su viale duca degli Abruzzi. Di questi 2,8 sono stati spostati sul ponte Belvedere, e ora 5 sulla pavimentazione del Corso. E’ chiaro che il progetto del Parco lineare è stato affossato”. C’è poi il capitolo delle sedi comunali. La giunta ha approvato un nuova delibera in cui riorganizza la dislocazione degli uffici comunali in centro e, di conseguenza, di alcune scuole a Collemaggio. Infine l’accordo sull’Ater: “Una inaugurazione in pompa magna senza senso visto che quell’accordo deve andare in consiglio comunale”.

“Il vecchio piano di ricostruzione della passata amministrazione – alla base anche dei corposi finanziamenti ricevuti spiega Stefano Palumbo – è stato fatto a brandelli.” Quirino Crosta rincara la dose: “Il risultato di quattro anni di ricostruzione pubblica è un parcheggio a raso di 89 posti che non valorizza, non tutela e non conserva un tratto di mura dove invece c’era un importante progetto di valorizzazione e riqualificazione”. Per Stefano Albano “è partita la campagna elettorale”. Manca completamente, spiega il consigliere comunale del Pd, “una discussione sulla città e con la città e il consiglio comunale è umiliato dal modo di procedere della Giunta. 

Il Pd denuncia come gran parte delle opere pubbliche, dei progetti strategici della ricostruzione pubblica, come anche gli strumenti di programmazione urbanistica, siano completamente fermi. “A fronte di centinaia di milioni di euro a disposizione al 2017 – chiosa Palumbo – le somme liquidate sono ridicole”.

Dal Pd, infine, l’appello agli aquilani, alle associazioni, alle forze politiche per una nuova stagione di confronto sul futuro e sull’idea della città.

Il comunicato stampa del Pd: “Taglia e cuci sui progetti strategici. I danni li pagano i cittadini”
 
“Dopo quattro anni di inerzia sui progetti strategici per la ricostruzione dell’Aquila, da qualche giorno a questa parte assistiamo a un’ipertrofica produzione di delibere di giunta che impattano in maniera pesante sulla visione di città che scaturirà da questi anni di ricostruzione. Il tempismo è evidentemente legato all’appuntamento elettorale del prossimo anno; la campagna elettorale è ormai iniziata e chi rischia di pagarne i danni sono i cittadini aquilani e le generazioni future”. Così i consiglieri comunali del Partito Democratico Stefano Albano e Stefano Palumbo hanno commentato questa mattina in conferenza stampa le ultime delibere approvate dalla giunta comunale. “Le scelte che la giunta Biondi sta operando in questi giorni vanno a disarticolare il piano di ricostruzione dell’Aquila adottato dall’amministrazione Cialente dopo il terremoto, il quale, lungi dall’essere perfetto come qualsiasi altro piano, è frutto di studi, confronti e dibattiti – avvenuti anche in consiglio comunale, dove fu approvato nel 2012 – per dare una prospettiva di futuro alla città da ricostruire; su quel progetto organico, il Comune riuscì ad ottenere oltre 300 milioni di euro di finanziamento mediante varie delibere CIPE. L’attuale amministrazione, che ha ereditato progetti e fondi, dopo aver latitato per quattro anni, ora lancia una raffica di spot che spostano i fondi da un progetto all’altro senza una visione d’insieme, con un’assenza di pianificazione che rischiano di pagare i cittadini in termini di interventi posticci e occasioni perse per la fretta di presentarsi alle elezioni con qualche bandierina. Il parcheggio che dovrebbe nascere al posto delle palazzine Ater a porta Leoni, per esempio, fu ideato e finanziato con 4 milioni dall’amministrazione Cialente allo scopo di realizzare un parcheggio interrato e un belvedere con vista Gran Sasso a ridosso delle mura, anch’esse interessate da riqualificazione, in un’area a forte matrice culturale per la presenza del teatro comunale, della basilica di San Bernardino e dell’edifico della De Amicis. Da un progetto di così ampio respiro”, sostengono i consiglieri dem, “hanno tirato fuori solo un parcheggio a raso, peraltro a ridosso delle mura medievali. È evidente come la scelta sia dettata dall’esigenza di portare a casa almeno un risultato prima delle elezioni, sprecando un’occasione di riqualificazione di un’intera area. Ad allarmare, poi, è la disinvoltura con cui vengono trasferiti fondi da un progetto all’altro: per la ripavimentazione dell’asse centrale, la giunta ha attinto da un altro finanziamento già stanziato per realizzare un parco lineare lungo viale della Croce Rossa con parcheggio interrato da 400 posti e collegamento meccanizzato a servizio del centro e del nuovo polo universitario di San Basilio, anch’esso frutto di un progetto strategico. Ricordiamo che anche per la ricostruzione di ponte Belvedere la giunta ha sottratto fondi dallo stesso progetto di viale della Croce Rossa, che degli oltre 10 milioni di euro ottenuti, ora ne vede assegnati solo 3, quindi purtroppo non vedrà la luce alle attuali condizioni. Anche sul ponte Belvedere, nonostante un percorso partecipativo, il Comune ha deciso all’ultimo di optare per un progetto non condiviso con la cittadinanza, che ha accantonato l’ipotesi della realizzazione contestuale di un parcheggio a servizio del centro solo per accelerare in vista delle elezioni”.
“Dalla delibera approvata pochi giorni fa sulla riorganizzazione delle sedi degli uffici comunali – proseguono i consiglieri – è evidente la mancanza di pianificazione nella ricostruzione della città: dopo aver ereditato i fondi per la realizzazione di una sede unica sui terreni dell’autoparco in zona stazione, la giunta Biondi ha adottato tre diverse delibere che hanno individuato di volta in volta sedi diverse, arrivando ora a sconfessare tutto ciò che aveva affermato in precedenza con una quarta delibera che riporterà gli uffici in centro e non più all’ex ospedale di Collemaggio, come annunciato in pompa magna nel 2019. Il tempo perso per questa mancanza di programmazione pesa sulle casse dell’ente, che ogni anno sostiene fitti passivi per le sedi in cui sono dislocati gli uffici dal dopo terremoto”.
“Questi sono gli anni in cui ci giochiamo il futuro della città”, concludono Albano e Palumbo. “Dopo quattro anni di inerzia è davvero un peccato pensare di sprecare grandi eredità per partorire soluzioni mediocri, vendute anche con enfasi. Ben venga una discussione sulla visione di città, ma lo si faccia coinvolgendo le istituzioni e gli aquilani su un progetto ragionato e completo”.

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