Ricostruzione, il Comune accelera sui commissariamenti dei Consorzi inadempienti

di Redazione | 03 Marzo 2020 @ 06:28 | CRONACA
rievocazione storica
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L’AQUILA – Dopo anni di impasse il Comune dell’Aquila accelera sul commissariamento dei Consorzi edilizi inadempienti – un centinaio – che bloccano la ricostruzione privata post-terremoto.

Dopo il secondo avviso pubblicato dall’ente nel 2019 con il quale è stato stilato un nuovo albo dei professionisti tra i quali individuare i commissari, nel dicembre scorso il Comune ha commissariato il primo Consorzio, un aggregato di Paganica dove l’avvio dei lavori non vedeva la luce, con il sorteggio del commissario in seduta pubblica.

Si è trattato di un test che ha consentito di collaudare una procedura tutt’altro che semplice, che ora permette all’ente di procedere spediti, come assicura a L’Aquila Blog l’architetto Roberto Evangelisti, dirigente del settore Ricostruzione privata: “Abbiamo estratto il primo commissario, stiamo concludendo la procedura con l’ordinanza di immissione in possesso degli immobili, è un commissariamento pilota”.

“Stiamo gestendo la procedura che non è semplicissima dal punto di vista amministrativo”, spiega Evangelisti, “la procedura tutto sommato ha avuto un test positivo e nel giro di marzo daremo avvio ad altri commissariamenti”.

La procedura dei commissariamenti “sta entrando a regime perché il primo commissariamento ha collaudato l’iter – conferma il dirigente – nel mese di marzo daremo un ulteriore impulso, abbiamo già fatto alcune diffide ad adempiere perché, come prevede la norma, l’avvio dell’azione ha inizio con la diffida ad adempiere pubblicata sull’albo pretorio, dove deve restare per quindici giorni, dopodiché si nomina il commissario”.

Con il commissariamento, il Comune esercita il potere sostitutivo nei confronti dei proprietari degli immobili nei casi in cui questi tardino a costituire il Consorzio obbligatorio, non raggiungano i risultati nei tempi previsti, ad esempio non eleggendo il presidente o senza adottare gli atti necessari a mandare avanti la procedura, oppure il presidente non proceda con gli adempimenti di rito.

“Registriamo casi in cui ci sono ritardi anche di 1.300 giorni rispetto ai termini previsti dalla legge entro i quali devono partire i lavori”, dice Evangelisti, “sono circa un centinaio i casi in cui si procederà al commissariamento. Contiamo di commissariare, a regime, una decina di Consorzi ogni due mesi”.


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