Ricostruzione e degrado, le due facce della città dell’Aquila

di Cristina D'Armi | 15 Dicembre 2020, @07:12 | ATTUALITA'
ricostruzione l'aquila
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L’AQUILA – Sul versante ricostruzione, mentre il  loading dei lavori in corso del Castello Cinquecentesco dell’Aquila avanza, spostando lo sguardo a pochi metri dal Forte spagnolo si può notare l’altra faccia della medaglia del capoluogo, caratterizzata dall’abbandono, dal degrado e dall’indifferenza, senza alcun senso civico.

Passeggiando lungo il circuito del Parco del Castello, quasi interamente riqualificato, si può notare un muretto abbandonato a se stesso, ormai ‘reliquia’, probabilmente, dal terremoto del 2009. Un dettaglio che salta all’occhio.

I lavori  finanziati dalla Fondazione Carispaq  con il sostegno delle Fondazioni di origine bancaria italiane associate all’ACRI, hanno visto l’ impiego di 2 milioni e 100mila euro.

Il primo lotto di lavori ha riguardato  la manutenzione dell’esistente ed in particolare dei percorsi battuti, resi accessibili anche ai cittadini disabili. Quindi la sostituzione degli arredi; la piantumazione del prato e di siepi con la sistemazione delle alberature; la realizzazione di nuovi percorsi benessere adatti anche agli ipovedenti con l’installazione di attrezzature ginniche e la riqualificazione dell’impianto di illuminazione a led.

Il secondo lotto di opere, invece, ha interessato la sistemazione dell’area antistante l’Auditorium del Parco per destinarla ad ospitare eventi e spettacoli culturali ed artistici all’aperto. Ma, a quanto pare, sono stati trascurati i lavori di rifacimento di alcuni muretti.

Oltre che un danno alla vista, i massi che sembrano stare in precario equilibrio, sono un pericolo per tutti i passanti, bambini in primis che giocano e corrono nel parco.


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