Ricordando Lorenzo Natali: nel 30nnale di “Maastricht” più vicine L’Aquila ed Europa

di Redazione | 06 Febbraio 2022 @ 06:00 | RACCONTANDO
Lorenzo natali - ph. Il Centro
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Maastricht-L’Aquila: un gemellaggio, opportuno per le tante analogie tra le due città; sicuramente, rischioso, però; almeno, sconsigliato, per quella suggestione di eurosovranità o, se si preferisce, di eurofrugalità, legate alla storia recente della località fiamminga. Che ha dato il nome, appunto, al trattato per una finanza ed un credito: più misurata, quella, e questo, più spartano  – a sintetizzare così –  in ambito comunitario.

Peraltro, in una congiuntura, che dalle macerie della covidpandemia ha per contro rintracciato il bandolo di politiche economiche espansive (abusate le iterate citazioni del PNRR), da tempo negate particolarmente al nostro Paese o incompatibili per noi, dalle onuste ginocchia, schiacciate da un deficit pubblico da brivido. Senonché il mutato scenario potrebbe, invece, invogliare ad una sorprendente amicizia, recuperabile, infatti, su nuovi, aggiornati parametri di sinergia.

Possibile, quest’ultima, se si sta  – come anticipavo –  alle  tante analogie tra Maastricht e L’Aquila, leggibili, ad esempio, in comuni architetture urbane medievali; in convergenti presenze di monumenti sacri dell’arte gotica e romanica; in pari vocazione culturali e formativa in ambito accademico, segnatamente nelle scienze; in risorse energetiche  – la Mosa e l’Aterno –  cui si legano condivise memorie di produzione e tecnologie idrauliche; in analoghi profili ambientali, prioritari per le rispettive politiche locali ed altro, senza dover comunque trascinare oltre l’elenco di possibili connotazioni tra la città dei Paesi Bassi e la nostra. Gemellaggio  – per quanto improbabile oggi, come si è supposto poco avanti –  suggerito, intanto, da quel trattato di Maastricht, concluso il 7 febbraio 1992: 30 anni fa esattamente.

Ma che c’entra L’Aquila con Maastricht e con quel negoziato continentale?

Il quesito interpella immediatamente la memoria civica, rendendo omaggio ad un illustre aquilano, radicalmente intriso anche di eurocentrismo:  Lorenzo NATALI  – per implementazione matrilineare –  pure: PIERUCCI BONDICCHI. Politico di caratura nazionale non meno che di osservanza europeista. Tanto che, a conclusione del terzo mandato di eurocommissario e, in altro periodo, di vice-presidente Cee del compianto Natali, l’allora presidente dell’esecutivo dei 6, Jacques Delors, si spese, purtroppo inutilmente, contro il sacrificio politico dello statista dc aquilano nell’agone del correntismo del partito, che gli preferì nel 1988 Filippo Maria Pandolfi, approfittando malauguratamente della grave patologia all’origine, prima delle spontanee dimissioni, e poi della scomparsa di Natali nel giorno-clou della nostra Perdonanza del 1989 (la nascita, altresì, cent’anni fa: il 2 ottobre 1922).

E a Natali l’Europa deve almeno tre passaggi fondamentali della sua storia istituzionale: a) la spinta all’allargamento comunitario con nuove rappresentanze nazionali, particolarmente, all’epoca, Spagna, Portogallo e Grecia, ma anche Paesi baltici e mittleuropei; b) strumenti strutturati di cooperazione in favore  di economie deboli e Paesi gravemente sinistrati, specialmente il Terzo Mondo della sottoalimentazione e della sovrappopolazione; c) programmi di valorizzazione ambientale e climatica; del pari, sostegno alle aziende medio-piccole per un’impresa reticolare, in grado di innovarsi da sé periodicamente grazie a sussidi per investimenti strumentali, specialmente in agricoltura e produzioni della filiera alimentare. Quest’ultima opzione si legava egregiamente al ruolo di ministro italiano AgriFor, che Natali, titolare inoltre di altri dicasteri, aveva ricoperto 3 volte in patria e grazie al quale il nostro settore primario  – il Fucino, in primis –     aveva potuto conoscere un apprezzato posizionamento nel mercato nazionale ed europeo.

Tanto che per questo, lo stesso Natali, allora vice-presidente Cee, aveva riunito nel castello trecentesco di Celano il plenum dei ministri europei dell’Agricoltura, invitati a valutare il favorevole andamento diversificato dello sviluppo rurale nella Marsica del tempo. Un successo per la missione di Natali e per il lancio turistico del maniero celanese, che si candidò, ma con promesse di politici-marinai, a sede itinerante del Consiglio regionale quando impegnato a confrontarsi in sede interministeriale e soprattutto europea, considerando che siffatti appuntamenti non erano infrequenti in quella stagione politico-amministrativa. Ecco che lo studio eurocentrico di Natali giustificò alla sua morte l’istituzione a Bruxelles di un premio giornalistico mondiale, qualche mese fa significativamente ripartito, nella più recente edizione, tra 3 grandi firme, autrici di reportages su immigrazione; sottosviluppo e riforma dei trattati europei. E, a proposito di negoziati europei, non si deve tacere di quello  – oggi trentennale –   di Maastricht, indirettamente esito dell’indefessa mediazione diplomatica di Natali, al quale spetta, ad esempio, anche l’abbrivio decenni fa del nuovo disegno della cosiddetta P(olitica)A(gricola)C(omunitaria), che, ultima, a Capodanno 2023 sarà in dirittura d’arrivo, per la definitiva promulgazione.

Insomma, una serie di scadenze, che gli sviluppi contemporanei dell’azione comunitaria sembrano far convergere sorprendentemente sulla fitta agenda politica del perspicace europeista Natali. A cominciare dal controverso Maastricht, che, per quest’odierno trentennale, si stemperi nel dibattito sulla riconfigurazione Eu del famigerato rapporto debito-pil, causa  – si sa –  di esacerbate polemiche tra ‘formiche’ e ‘cicale’; ‘frugali’ e ‘generosi’; ‘rigoristi’ e ‘liberali’; ‘spendaccioni’ e ‘avari’. Dialettica, che sicuramente avrebbe trovato nella consumata competenza mediatrice di Natali un’efficace composizione.

Magari alla maniera di un’altra “nostra”, per dire, illustre concittadina, il cui 5centesimo genetliaco si va a ricordare, ancora quest’anno. Quello di Margherita d’Austria Asburgo-de Medici-Farnese, la governatrice della città, che rese prospera nel XVI secolo, dopo aver in parte sbloccato gli scontri politico-religiosi nelle Fiandre della città di Maastricht, appunto.

Coincidenze: di eventi; simboli; personalità; obiettivi; significati. Tutto quanto può tornare utile ad enfatizzare storia e glorie del nostro pantheon urbano.


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