Riapre la chiesa di San Pietro di Coppito in L’Aquila al termine dei restauri post-sisma

di don Daniele Pinton | 20 Giugno 2024 @ 06:21 | CREDERE OGGI
San Pietro di Coppito
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L’AQUILA. E’ notizia di questi giorni che finalmente dopo quindici anni di chiusura, riaprirà la chiesa di San Pietro di Coppito in L’Aquila, restituendo alla Città e alla comunità parrocchiale, una delle più belle chiese Capo Quarto, luogo di culto, ma anche una storia che era stata drasticamente interrotta con il sisma del 2009.

E’ questo un evento a lungo atteso dai fedeli, dagli abitanti del quartiere, dagli aquilani ma soprattutto da Don Francesco Leone, parroco di San Pietro di Coppito, che in questi lunghi anni di chiusura, si è impegnato a non far spegnere il ‘lucignolo fumigante’ di una comunità cristiana, spezzata dal sisma ma non cancellata, prima con un luogo di incontro in una ‘tenda’ montata alla Fontana Luminosa e in seguito, nella Chiesa del Crocifisso al castello dell’Aquila.

La celebrazione religiosa di riapertura della chiesa di San Pietro di Coppito in L’Aquila, è prevista per sabato 29 giugno 2024 alle ore 11:00, nella solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, e sarà presieduta dal Cardinale Arcivescovo Giuseppe Petrocchi, con la Santa Messa, durante la quale avrà luogo il rito di benedizione dell’altare.       

L’intervento di restauro di questa Chiesa Capo Quarto, ha visto lavori impegnativi, economicamente e materialmente, che hanno imposto scelte tecniche non facili, ma che hanno portato anche alla luce nuovi e interessanti lacerti di affresco. Nuove pitture sono state trovate sotto gli intonaci, ed è anche emersa – ancora intatta – un’edicola affrescata agli inizi del Cinquecento con la raffigurazione di una Pietà. I recenti restauri hanno visto il Segretariato Regionale Abruzzo del MiC (Ministero della Cultura) agire come stazione appaltante. Tra i professionisti che si sono succeduti nel tempo, vanno nominati almeno gli Architetti Antonello Garofalo e Antonio Di Stefano. Quest’ultimo è anche docente presso la Scuola di Alta Formazione in Beni Culturali Ecclesiastici (SAF BCE), attiva presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio” dell’Aquila.           
Proprio questo Istituto ha dedicato il nuovo numero della sua rivista semestrale «Fedelmente» ai restauri appena conclusi, a cura dello storico dell’arte e docente presso la SAF BCE, dell’ISSR di L’Aquila, Gianluigi Simone. In quest’opera editoriale, alle complesse vicende costruttive dell’edificio è dedicato l’articolo di Stefano Brusaporci, Professore Ordinario di Disegno dell’Architettura presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi dell’Aquila. Ai preziosi lacerti di affresco – riferibili a fasi cronologiche e mani diverse – che abbelliscono le pareti della chiesa è dedicato l’articolo di Cristiana Pasqualetti, Professore Associato in Storia dell’Arte Medievale presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi dell’Aquila. Affronta, invece, il delicato tema del restauro delle pitture murali Maria Fernanda Falcon Martinez, Funzionario Restauratore della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di L’Aquila e Teramo. In fine, un articolo del curatore della pubblicazione, Gianluigi Simone, docente dell’Istituto “Fides et Ratio”, riassume le principali fonti archivistiche inerenti a questa Chiesa.     
Il nuovo numero della rivista, da oggi disponibile presso la Segreteria dell’ISSR, si allarga – nella seconda parte – ad altri interessanti argomenti, sempre relativi all’arte aquilana, per un totale di 250 pagine, ricche di novità.

La chiesa di San Pietro di Coppito in L’Aquila, nel suo impianto, è coeva alla nascita stessa dell’Aquila, e fu voluta dagli abitanti di Coppito (l’antica «Poppletum»), uno dei castelli fondatori della città, che la leggenda vuole fossero 99.     Quando la neonata città fu divisa in quattro “quarti”, uno di essi prese il nome della chiesa, elevandola a “capoquarto”, e sancendo, dunque, la sua importanza su scala urbana, come riferimento per un’intera porzione di città.       
Il terremoto del 1703 dovette abbattersi con forza su questo edificio sacro, perché, successivamente, esso subì ampi rimaneggiamenti, conclusisi solo nel XIX secolo, con la costruzione di una cupola e di una nuova facciata ‘a frontone’.         
L’attuale conformazione dell’edificio, come noto, è esito dei restauri ‘di ripristino’ del Soprintendente Mario Moretti (1969-1971), che intese riportare la chiesa al suo presunto aspetto originario, eliminando ogni superfetazione, e dotandola di una nuova facciata “in stile”. Ma in questo edificio sacro – al contrario di quanto accadde, ad esempio, nella chiesa di San Silvestro – egli non poté rintracciare un limpido assetto medievale, ma si trovò di fronte ad un edificio-palinsesto, definitosi nel corso dei secoli, che aveva subito troppe trasformazioni per poter riconquistare una sua unità stilistica.      
L’eliminazione degli intonaci, ad ogni modo, permise di far riemergere ampi lacerti d’affresco, e di leggere meglio le peculiarità architettoniche di alcune porzioni dell’edificio. La navatella di destra, ad esempio, non è un ampliamento successivo ma, per i suoi caratteri stilistici, è identificabile come una più antica preesistenza riutilizzata – inglobandola – nella costruzione della chiesa.     
Il sisma del 6 aprile 2009 ha procurato gravi danni alla costruzione, con il crollo parziale della facciata, e quello totale della cella campanaria. Anche il resto dell’edificio è stato compromesso dalle scosse: l’imponente parete di sinistra – che mostra il tipico apparecchio murario aquilano duecentesco – ha riportato un evidente fuori-piombo, per bilanciare il quale è stata dotata di contrafforti esterni. La cella campanaria è stata interamente ricostruita: i crolli del 2009 avevano anche causato la lesione di due campane, e la rottura della terza, recuperata solo parzialmente, e in frammenti. Per questo motivo, ad opera di Don Francesco Leone, già da qualche anno, l’edificio è stato dotato di tre nuove campane, fuse ad Agnone.


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